La donna è cuoca, lo chef è maschio: basta!

Complice l’ Expo 2015, in questo periodo è facile seguire programmi enogastronomici dove si parla di ricette adatte a tutti i livelli di abilità personali, si spazia dalla Clerici con “La prova del cuoco”, alla Balivo con i suoi tutorial di “Detto fatto” per non parlare del rinomato Talent Show “Master Chef Italia”..

Cosa accomuna tutti questi programmi? Lo “Chef” i cosìdetti maestri della cucina che raggiungono popolarità e intervengono pubblicamente sono tutti uomini..

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Mi chiedo pertanto spesso quali siano le ragioni per le quali ci sono poche donne nelle cucine professionali, sebbene nella vita quotidiana e storicamente siano proprio le donne a essere incaricate del lavoro di cucina, sono le regine indiscusse (o quasi) dei fornelli ma è anche quella che prepara da mangiare ai propri figli e mariti, che fa le faccende, stira, spolvera e mette tutto in ordine. Insomma una sorta di Cenerentola moderna, no?

La maggior parte degli Chef famosi afferma che è così perchè le donne non reggono un lavoro così duro e faticoso..o forse perchè il lavoro della donna tutt’oggi è impostata su una divisione dei ruoli, entro i quali la donna si occupa innanzitutto della gestione della famiglia, della casa, dei figli, di fatto la natura impegna molto la donna nella procreazione e nella cura della prole molto più di quanto non si richieda all’ uomo e si sà molti lavori, molti ruoli di responsabilità impegnano molto, per molte ore consecutive è necessaria una sorta di totale dedizione e concentrazione…

Coloro che affermano: “In cucina ci vogliono i muscoli” si sbagliano alla grande!

E allora basta con questi stereotipi sessisti! E’ vero che ai fornelli si lavora anche 15-18 ore al giorno e questo fa a pugni con l’idea di una famiglia ma in una società sempre più cosmopolita bisogna anche far largo alle donne, madri e mogli che siano.

In Italia solo il 14,8% dei ristoranti vede al timone una chef donna. Non sarà l’ora di attuare una rivoluzione tra i fornelli e porre fine alla disparità sessuale anche in questo settore?

Oggi le donne che entrano nei templi della cucina maschilista sono davvero poche e rare. In Italia su 329 ristoranti solo il 49 è capitanato da una donna, per una percentuale del 14,8%. Un dato su cui riflettere se si pensa che è anche il tasso più alto del mondo.

Secondo la rivista Time: “Gli dei del cibo sono tutti uomini”

Eppure, nonostante tutto, le donne chef /cuoche faticano ad essere venerate in cucina come i favoriti colleghi maschi.

Il gentil sesso si trova ad essere surclassato dagli chef maschi, celebrati anche dalla copertina del magazine americano “Time” , che ha fatto il punto sui cosiddetti “Gods of food” – gli dei del cibo.

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Fabio Zago scrive: “Certo non dimentico, io che sono cuoco, la fatica fisica e la durezza del lavoro e dei rapporti di lavoro fortemente gerarchici, gli orari impossibili, la pressione di un lavoro che passa lontano da casa, che si svolge in periodi dell’anno che gli altri dedicano al divertimento. E non ci sono quote rosa, non c’è democrazia. Ora sì, mi farò detestare da molte donne. In Italia la stragrande maggioranza delle donne “sentono” fortemente il senso, l’importanza, il progetto di vita, l’ambizione personale dell’essere moglie e madre. Cerco di dirlo cautamente: sposarsi e diventare madre e quindi occuparsi “totalmente e completamente” della famiglia è primario. La famiglia come nucleo solido e imprescindibile e il figlio come un Gesù Bambino da seguire e accudire 24 ore al giorno, senza allontanarsi mai, in un rapporto assoluto. E tutti intorno a gioire di quanto è bello, quanto è bravo, quante cose molto intelligenti dice, quanto è precoce, ecc. ecc. E se lo si “abbandona” per lavorare o per fare altre cose, si scatenano i sensi di colpa. Lo scrivo con un poco di ironia ma, se me lo concedete, anche con un poco di fastidio. In questa difficoltà di inserirsi compiutamente nel mondo del lavoro le donne ci mettono anche del loro. Se rinunciano a questa “parte” di vita, sono atipiche, non si compie il loro destino, non realizzano il loro scopo. E se nel mondo del lavoro si affermano, è perché “hanno le palle”, una definizione, questa sì, stupida, terribile e sessista, anche se i comportamenti di queste donne in carriera lo confermano fin troppo spesso. Sono convinto che le cose cambieranno in fretta. Perché è evidente che le differenze non le fa il sesso.”

Secondo molti uomini ai fornelli avere intorno delle donne significa solo una cosa: distrazione.  Viene spontaneo chiedersi:” Cari maschietti non è che forse avete paura di una donna in cucina?”.

rAPUNZEL

E ricordatevi che una donna è capace di fare tutto, se messa nelle condizioni di farlo!!

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