Genitori adottivi, scelta di cuore e di vita.

ADOZIONE o meglio, CULTURA DELL’ ADOZIONE…

Queste parole, molte volte vengono usate a sproposito, in contesti infarciti di luoghi comuni e di modi di dire un po’ indelicati ( spesse volte non c’è cattiveria altre l’insensibilità la fa da padrona).

piediEli

Quante volte mi sono sentita chiedere “e i genitori VERI dove sono?” Oppure “ma un figlio VOSTRO?”

Come se noi fossimo “di plastica” oppure nostra figlia non appartenesse alla nostra famiglia. Si dà molta importanza ai legami di sangue quando spesso sono deboli, labili e si dissolvono come neve al sole nel momento in cui invece è ora di tirarsi su le maniche e lottare per se stessi e per i propri figli…..sembro un po’ arrabbiata…e in realtà lo sono…perché il “dono” di un figlio è immenso e molti (tanti) non si rendono nemmeno conto della loro fortuna. Tant’è che arriviamo noi genitori adottivi, a mettere una pezza, o almeno ci proviamo, con una sana dose di egoismo (ebbene si, vogliamo un figlio, come tutte le coppie di questo mondo) e raccogliamo i cocci rimasti, a volte con un dolore tale che i nostri figli non riescono neanche a raccontarlo.

Arrivare ad adottare è secondo me, un atto si d’amore, ma come lo è concepirlo e partorirlo….mi spiego meglio…..si arriva a questa scelta semplicemente perché si vuole un figlio, non per carità od altro. Quando mi sento dire: come è stata fortunata tua figlia! Sorrido, ma in realtà i fortunati siamo stati noi, LEI ci ha adottato, accettando due estranei piombati di gran carriera nella sua vita, sconvolti e allucinati dai ritmi dettati da una neonata arrivata a casa in tre giorni!. Mai avremmo sperato in una fortuna simile, cioè adozione nazionale, senza dover andare all’estero, con conseguenti costi in denaro e lavorativi.

Sinceramente mi aspettavo un bambino più grande: nel nostro decreto si parlava di età prescolare cioè fino a sei anni e non avevamo affatto preso in considerazione un neonato. Figurati, con tutte le coppie giovani che ci sono, non chiamano certo noi, in nazionale e per un bimbo piccolo, ci dicevamo…..talmente convinti che avevamo dato mandato per il Senegal. Quindi mi immaginavo con 2 frugoletti (il decreto era per due fratellini) bellissimi, neri, già “cresciutelli” ed indipendenti. E invece è arrivata lei, cogliendoli impreparati su tutto: le mie amiche, preziosissime, mi hanno dato consigli, vestitini, lettino, ovetto, sdraiatetta in 3 giorni frenetici.

Mi sono presentata alla farmacia del mio paese chiedendo….aiuto!…..cosa serve per un bambino di neanche 3 mesi?!? Veramente è stata una gravidanza di 9 mesi condensata in 3 giorni…..e poi c’è stato l’incontro……Suppongo che sia la stessa cosa per voi quando vi danno in braccio i bambini appena usciti dalla pancia…. A noi invece è entrata nel cuore, negli occhi, nell’animo (anche se virtualmente c’era già) appena aperta la porta del minuscolo ufficio dei servizi sociali: era in braccio a suor M. che si è presa cura di lei in istituto…..

Hanno aspettato che ci riprendessimo (pianto a dirotto per tutti e due) e poi vedendo lo sguardo (non lo scorderò mai, sembrava già grande) profondo e tranquillo di mia figlia (MIA FIGLIA) me l’hanno data in braccio……ecco quello è stato il nostro parto!

Durante il percorso è stata dura e lo è ancora, per altri versi: i tempi sono stati lunghi e le situazioni che si immaginano e poi si vivono veramente, non sono facili. In emilia Romagna si inizia con una chiamata ai servizi sociali del proprio territorio, esprimendo il desiderio di adottare. Da lì parte tutto: l’attesa diventa la compagna sempre presente, degli anni successivi. Si attende una chiamata per gli incontri di gruppo….che poi finalmente si fanno davvero e si inizia e si conoscono persone meravigliose: dagli operatori, che nel nostro caso vediamo tutt’ora perché sono persone disponibili, competenti ed empatiche (lo so non è sempre così) e le altre coppie, quelli che sanno cosa provi tu, perché lo sentono, lo vivono anche loro. Il primo incontro è stato devastante: la psico (Santa subito da gran che è in gamba!) ci ha prospettato i casi più allucinanti capitati chiedendoci a bruciapelo cosa avremmo fatto.

Purtroppo il mondo dei nostri figli e davvero brutto: nella migliore delle ipotesi sono “solo” stati abbandonati, quando va peggio hanno subito abusi, violenze ecc. Alla fine di quelle due ore ero distrutta, ho guardato mio marito e gli ho chiesto se davvero volevamo proseguire….è stato la mia roccia per fortuna….in modo tranquillo mi ha risposto che quella era la ns strada….quindi….via! Finiti i colloqui di gruppo si prosegue con quelli di coppia poi, se l’equipe da parere positivo con la relazione da loro stilata, si va in tribunale, dopo aver compilato montagne di documenti. Prende il via, da quel momento, la disponibilità al’adozione nazionale che vale 3 anni, rinnovabile, mentre per l’internazionale si procede con l’udienza e la camera di consiglio…..

Se tutto va bene si ottiene il decreto di idoneità. Tutto questo dura dei mesi, o anni, nel nostro caso due anni e mezzo. In italia possono adottare le coppie sposate da 3 anni, se sposate da meno bisogna certificare la convivenza per 3 anni totali. Se ci sono già figli bisogna rispettare il vincolo dii primogenitura cioè il bambino adottato deve avere almeno 1 se non 2 anni in meno dell’ultimo figlio già presente.

La differenza di età tra genitori e bambino, non può essere più di 45 anni in teoria, in pratica difficilmente il neonato verrà dato ad una coppia di 45enni ma preferibilmente a dei 30enni. Durante il percorso c’è modo di confrontarsi con altre coppie e diventa un periodo costruttivo e utile per maturare disponibilità impensabili, come l’età dei bambini o patologie lievi o più gravi.

L’importante è riconoscere i propri limiti, perché il rischio di fallimento adottivo esiste.

È dura, mi ripeto, è difficile.ma quando guardo mia figlia mi dico che ne vale sempre la pena ….

Testimonianza a cura di mamma Elisabetta Brighetti 

Grazie per averci aperto il tuo cuore.

 “Consigli da mamma a mamma Emilia Romagna”


Alcuni commenti delle mamme:

Laura T.: Il legame più forte tra una mamma e un figlio non è dato dal parto, ma dal primo sguardo che si scambiano, dalla prima volta che si vedono! Sempre e comunque!

Roberta M.: Io l’ho sempre detto e pensato.Ogni maternità ha la sua storia e ogni storia è diversa.L’amore per un figlio concepito o no è uguale.Sono mamma,sono stata felice di averlo nella.mia pancia,di all’attarlo,di vedere che ha gli stessi ricciolini di mio marito e che le foto da piccola di mia madre sono impressionante mente uguali a lui.Ma l’ho amato e conosciuto quando ci siamo visti per la.prima volta. Questo e’l’importante. Quello è il momento che cambia tutto.Lo amerei così anche se non fosse cresciuto dentro di me.

Patrizia L.: Sono una mamma di tre bimbi…è vero anche per me…il ricordo più emozionante è quando ti mettono tuo figlio nelle braccia! …l’ istinto materno..e ora ne sono sicura. .non è solo amare con tutta l’ anima il figlio che hai in grembo…ma amare colui che ..Dio volendo. .accompagnerai per tutta la vita…indipendentemente dal fatto che tu l’ abbia portato in grembo o meno…dico questo perché l’ anno scorso ho rischiato di perdere un nipotino di soli 30 giorni..figlio di mia sorella….e quando mi han detto che era fuori pericolo. ..e ho potuto vederlo e prenderlo in braccio. .beh…mi son resa conto che l’ amavo come un figlio naturale…quindi..questa differenza tra mamme di serie A e di serie B a volte è superflua.. e con questo è tutto! !..un abbraccio alla MAMMA! !

Monica C.: Grazie per questa tua testimonianza così intensa e commovente. Non c’è differenza tra “mamme di pancia” e “mamme di cuore”…..

2 thoughts on “Genitori adottivi, scelta di cuore e di vita.

  1. Noi abbiamo fatto domanda: ottima relazione, giovani, bellissimo incontro con i giudice … ma stiamo ancora aspettando la firma del PM 4 mesi e tra meno di un anno scade la domanda … Perché non Tt sanno che il tempo della domanda decorre da quando la si deposita e non dall’ok del giudice minorile. Non ci credo più che noi ci sia un bimbo per noi. La burocrazia è indecente 2 anni nel TdM di Roma solo per le pratiche. Sono amareggiata … Sono strafelice che il vostro sono di famiglia si sia realizzato

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