La pertosse: una sofferenza prevenibile..la parola a mamma Francesca.

Andrea nasce a Sassuolo il 19 giugno, il 12 luglio vado a trovare la mia cara amica Alice…

Francesca Patierno

A scriverci è mamma Francesca Patierno, amica di mamma Alice Pignatti:

Io e Alice ci sentiamo quasi giornalmente, i primi di luglio mi dice che Anja, la sua bimba di un mese e mezzo ha la tosse, che è stata dalla pediatra e che la sostituta le ha consigliato l’ aerosol. La bimba continua ad avere la tosse, ma ne’ Alice ne’ io potevamo immaginare quello a cui stavamo andando incontro. – Passiamo la giornata insieme, con i mariti e gli altri nostri bimbi di 5 anni entrambi. –  Il 15 luglio, Anja viene ricoverata in ospedale dopo che la pediatra ha finalmente diagnosticato che la bimba aveva la pertosse.

Alice mi spiega tutto il decorso della malattia, mi prega di agire il più presto possibile al primo eventuale colpo di tosse di Andrea. Purtroppo questo primo colpo di tosse non tarda a comparire e a fine luglio comincia la nostra storia di pertosse. Andrea ha quindi contratto la malattia e non aveva neanche un mese. Angosciata da letture sul decorso della pertosse, informo immediatamente la mia pediatra che non può fare altro se non prescrivere l’antibiotico che, ricordo, non può nulla contro la pertosse, ma dimezza da 15 a 7 giorni il periodo di contagio.

Nel frattempo, io, mio marito, mia madre, mio padre e l’altro mio bimbo veniamo contagiati, ma la conseguenza è una banale tosse persistente che durerà circa un mese. La fase parossistica della pertosse di Andrea avviene mentre siamoin vacanza a Ravenna. Comincia con un episodio di tosse violenta, fase di apnea e classico rantolo. Per complicare le cose, questi attacchi sono più frequenti di notte, quando un po’ tutti ci sentiamo più vulnerabili. Ne parlo con mio marito, cerchiamo di decidere se portarlo in pronto soccorso o se aspettare l’indomani. Il dubbio è dovuto al fatto che Alice mi ha detto che se non si è nel pieno della fase parossistica della malattia, probabilmente in ospedale non avrebbero avuto elementi sufficienti per ricoverare Andrea. Il 22 agosto corriamo a Cesena da Ravenna in piena notte, dopo un’attacco di tosse durante il quale Andrea era diventato cianotico.

Ci ricoverano e ci tengono sotto osservazione due notti. Il terzo giorno ci dimettono dopo aver fatto un prelievo ad Andrea per la sierologia che attestera’ poi che trattavasi di pertosse, nero su bianco. Tengo a precisare che all’entrata in ospedale alle 2 di notte, al mio asserire che mio figlio di due mesi aveva la pertosse (spiegando tutta la storia),la quasi totalità del personale medico mi ha guardato come se fossi una pazza.

Scrivo questo perché troppo spesso negli ultimi giorni ho letto di gente che dice che è impossibile o quasi impossibile che i neonati contraggano questa malattia. – Oggi è il 10 ottobre –  Andrea ha tutt’ora qualche colpo di tosse, ma posso finalmente dire che l’incubo è passato.

Le notti in cui pregavo che riprendesse fiato dopo uno dei suoi attacchi di tosse sono solo un brutto ricordo. Resta l’amarezza di aver fatto vivere una malattia così grave ad un corpicino così piccolo, ma soprattutto, ora che il brutto è passato resta la rabbia. La rabbia verso quelle persone che si ostinano a non voler capire, a non voler valutare grave il fatto di non vaccinare i propri figli. Ricordo che nella fase iniziale della pertosse di Andrea, ho rimandato un incontro con un’amica i quali figli non sono vaccinati, informandola e mettendola al corrente della situazione. patierno

Possibile che questi genitori non vedano un gesto altruistico per il bene della collettività il fatto di vaccinare i propri figli contro malattie così gravi? Concludo dicendo che dopo questa brutta storia, ho dovuto ovviamente spostare di un mese il vaccino previsto per settembre, dal momento che eravamo in piena pertosse ed ho esposto quindi mio figlio un mese in più del previsto a possibili altre malattie… Spero che la mia, così come tutte le altre storie possa sensibilizzare il più possibile persone attente alla salute dei propri figli, ma anche a quella dei figli del prossimo.

Ha ancora qualche attacco di tosse, ma sta meglio – Abbiamo fatto il vaccino il 7/10 – Ho tralasciato (perché non fondamentale ai fini del racconto ), l’aspetto delicato di dover spiegare a Mattia, l’altro mio bimbo di 5anni , cosa fossero questi attacchi di tosse e come mai suo fratello diventava viola…..

Mamma Francesca Patierno

#IoVaccino NO ALLA #disinformazione


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One thought on “La pertosse: una sofferenza prevenibile..la parola a mamma Francesca.

  1. #IoVaccino e davvero fatico a comprendere come ultimamente l’idea di progresso stia involvendo, quasi che 100 anni fa sia diventato un periodo cui guardare con ammirazione… ma le persone non sanno davvero quanti bambini morivano 100 anni fa?

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