Il morbillo una malattia sottovalutata.

 “Il morbillo si dovrebbe chiamare morbONE!” mi disse il pediatra molti anni fa. Aveva proprio ragione, come vedremo.

Dal Blog Vaccinar…Sì
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Purtroppo molte persone sottovalutano questa malattia. Sembra che il fatto che colpisca soprattutto i bambini, sia segno che anche la malattia sia “piccola” e innocua come se fosse il bambino di malattie più serie e gravi. In realtà il motivo per cui nell’era pre-vaccinale il morbillo si manifestava quasi esclusivamente nei bambini, è semplicemente che è una delle malattie più contagiose che conosciamo. Perciò colpiva quasi tutti i suscettibili, che erano i bambini (perché gli adolescenti e gli adulti erano già immuni, avendola avuta a loro volta durante l’infanzia).

E’ comprensibile che gli adulti di oggi non vedano il morbillo come una minaccia per la salute, perché molti l’hanno avuto senza subire conseguenze. Ma dimenticano il fatto che i tantissimi che sono morti o che hanno subito le gravi conseguenze dell’encefalite a causa del morbillo, non possono raccontare, per esempio su facebook, la propria esperienza. Se potessero scrivere, le loro testimonianze suonerebbero più o meno così:

Il morbillo non è così innocuo come Voi pensate, io per esempio sono morta qualche anno fa per una grave polmonite causata dal morbillo.”

“Confermo! Un’encefalite da morbillo mi ha causato un ritardo mentale. Un vero peccato, ero primo nella classe, ma poi il morbillo mi ha rovinato per sempre!”

“Io invece sono in stato vegetativo, sto aspettando la morte che arriverà abbastanza presto – ho avuto il morbillo 9 anni fa e quando avevo 8 anni mi hanno diagnosticato la panencefalite sclerosante subacuta, una terribile conseguenza tardiva del morbillo.”

Logicamente su facebook si possono leggere solo le testimonianze di quelli che hanno superato il morbillo senza essere morti o gravemente danneggiati. E’ assurdo pensare di “provare” che il morbillo è innocuo raccontando su Internet che non si è morti per questa malattia infettiva.

I morti e gravemente danneggiati a causa del morbillo trovano invece solo posto nelle fredde statistiche che non toccano per nulla l’emotività delle persone, cosa che invece riescono immagini di siringhe giganti e bambini con occhi e bocca spalancati per il terrore. Delegare la pancia a prendere decisioni che dovrebbero essere invece prese dal cervello, può avere gravissime conseguenze.

Nel ragionamento “io e tutti quelli che conosco abbiamo avuto il morbillo e siamo vivi e vegeti” c’è anche un’altro errore logico: sarebbe come giudicare un serial killer raccogliendo le testimonianze di quelli che avevano incrociato i suoi passi e che non sono stati uccisi da lui.

La contagiosità del morbillo

Come già detto, il morbillo è altamente contagioso. Il dott. Paul Offit riporta nel suo libro “Deadly choices” un fatto avvenuto nel 2005. Il 4 maggio di quell’anno una diciassettenne (non vaccinata) dell’Indiana, USA, ha fatto un viaggio a Bucarest, Romania. Non sapeva che in quella città era in atto un’epidemia di morbillo. Il 14 maggio, mentre era sul viaggio di ritorno, cominciarono i primi sintomi (febbre, rinite, tosse e occhi arrossati). Il giorno dopo è andata ad un picnic della chiesa al quale partecipavano 500 persone. Per farla breve: fra queste 500 persone 35 non erano mai state vaccinate contro il morbillo. 31 di loro si ammalavano (89%). Degli altri 465 persone (tutte vaccinate) si sono ammalate soltanto 3 (0,6 %). Quindi un solo malato di morbillo era riuscito a infettare in poche ore quasi tutti i suscettibili presenti.

Se una persona che si trova nella fase infettiva soggiorna in una stanza, nell’aria rimangono le goccioline piene di virus del morbillo fino a 2 ore dopo che il malato avrà lasciato la stanza, e possono infettare le persone suscettibili che entrano dopo. Su 100 persone non immuni che si trovano nello stesso luogo in cui si trova un malato di morbillo, 90 si ammalano.

Come il virus si diffonde nell’organismo

Il virus del morbillo entra attraverso le vie respiratorie. Secondo scoperte recenti sembra che le prime cellule che vengono infettate, siano soprattutto i macrofagi alveolari (cellule del sistema immunitario che sono localizzate sulla superficie dell’apparato respiratorio che fagocitano (“mangiano”) la polvere e i microorganismi che respiriamo) e le cellule dendritiche (cellule del sistema immunitario che catturano gli antigeni, ne espongono sulla superficie alcuni frammenti e segnalano così gli invasori alle immunoglobuline). Queste cellule del sistema immunitario (ormai infettate dai virus del morbillo) migrano poi verso i linfonodi più vicini, dove i virus infettano anche altre cellule del sistema immunitario, i linfociti B e T. Dai linfonodi locali i virus si diffondono attraverso il sangue e raggiungono molti organi, fra cui i polmoni, i reni, il fegato, la milza, il timo, l’intestino, i linfonodi etc. dove si moltiplicano nelle cellule epiteliali (che svolgono funzioni di rivestimento) e endoteliali (il rivestimento interno dei vasi sanguigni, linfatici etc.) e nelle cellule del sistema immunitario: nei monociti, macrofagi e linfociti, provocando una profonda immunodepressione che dura settimane o mesi (anche fino a 6 mesi dopo la malattia acuta). La maggioranza delle gravi complicanze viene causata da infezioni secondarie virali o batteriche, rese possibili proprio da questa immunodepressione.

Nel tessuto linfatico, nella pelle e nei polmoni, i virus del morbillo sono anche in grado di produrre cosiddette “cellule giganti”, fondendo una cellula dopo l’altra in un’unica, gigantesca cellula. Questa abilità permette al morbillivirus a diffondersi all’interno delle cellule, eludendo così la risposta anticorpale.

Dopo che il sistema immunitario è riuscito a eliminare i virus infettivi, nell’organismo rimane comunque per molte settimane del materiale genetico, cioè RNA virale. Non si conoscono ancora le conseguenze a lungo termine di questo fatto, ma i ricercatori pensano che abbia un ruolo nella patogenesi (meccanismo patologico che genera una malattia) delle infezioni latenti, come la panencefalite sclerosante subacuta (PESS o SSPE) e potrebbero essere una spiegazione per l’eccezionale efficacia e durata della memoria immunitaria.

In rari casi i virus del morbillo possono raggiungere il sistema nervoso centrale dove infettano i neuroni e le cellule della glia (o nevroglia).

Considerando la straordinaria capacità del virus di diffondersi in tutto l’organismo dei malati e il tipo di cellule infettate, non ci si deve sorprendere dell’alta frequenza di complicazioni e della gravità di alcune di queste.

Le complicanze del morbillo (tutti i dati si riferiscono ai paesi industrializzati)

Di morbillo si può morire, anche nei paesi industrializzati, come viene per esempio dimostrato dagli 8 morti in Italia nel 2002, durante un’epidemia di morbillo in alcune zone del Sud Italia. Il rischio di morire per il morbillo è più alto nei bambini fino a 5 anni e negli adulti dai 20 anni in su. La polmonite è la complicazione responsabile del 60% dei casi di morte. Per quanto riguarda l’encefalite (1 caso su 1000 malati) è mortale per 15 su 100 pazienti. La più terribile complicazione del morbillo che si fa notare in media 7 anni dopo la malattia acuta è la panencefalite sclerosante subacuta (PESS o SSPE) ed è sempre mortale.

Guardiamo ora un po’ più da vicino che cosa rischia chi contrae il morbillo. Se esistesse un foglietto illustrativo anche per il virus selvaggio, sarebbero elencate tutte queste possibili reazioni:

Solo nelle persone immunocompromesse:

  • Encefalite da corpi inclusi del morbillo (MIBE): si manifesta tipicamente 3-6 mesi dopo la malattia acuta: alta mortalità
  • Polmonite virale (polmonite a cellule giganti o polmonite di Hecht): alta mortalità

LEGGI PIU’ INFO SUL VACCINO DEL MORBILLO

Naturalmente non tutte queste complicazioni hanno la stessa frequenza, alcune riguardano molti pazienti, altre sono rare, ma gravissime. E’ bene tenere sempre in mente che il morbillo è imprevedibile: nella maggior parte dei casi passa senza conseguenze ma nessuno può escludere a priori di far parte dei pazienti a cui i virus causano gravi danni. Questi danni sono causati soprattutto dalla forte e prolungata immunodepressione che il morbillo innesca e che apre la strada ad altre infezioni virali o batteriche.

Nella seconda parte di questo articolo conosceremo più da vicino la più terribile delle complicanze, la Panencefalite sclerosante subacuta.

Nella terza parte vedremo com’era la situazione prima dell’introduzione del vaccino e ci renderemo conto dell’importante ruolo di questa prevenzione.

Dal Blog Vaccinar…Sì

Indice degli articoli che ho scritto finora sul tema morbillo (in cui ho approfondito temi come la sicurezza e l’efficacia del vaccino, i gravi rischi del morbillo etc.):
http://www.vaccinfo.it/morbillo.htm

Bibliografia:

World Health Organisation (WHO)
Immunological basis for immunization: Measles (Update 2009) (file pdf)

Measles vaccine
Peter M. Strebel, Mark J. Papania, Amy Parker Fiebelkorn, Neal A. Halsey
In: Plotkin SA, Orenstein WA, Offit PA, eds. Vaccines 5th edition.
Philadelphia: Saunders; 2008:805–39

FEMS Microbiol Rev. 2012 May;36(3):649-62
Measles virus, immune control, and persistence
Diane E. Griffin et al

Rev Med Virol. 2013 Mar;23(2):126-38
Contribution of dendritic cells to measles virus induced immunosuppression
Coughlin MM et al

PLoS Pathog. 2012;8(8):e1002885
Measles immune suppression: lessons from the macaque model
de Vries RD et al

Measles: History and Basic Biology, Volume 1

Diane E. Griffin, Michael B. A. Oldstone

Deadly Choices: How the Anti-Vaccine Movement Threatens Us All 

Paul Offit M.D.
Basic Books 2011

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