L’intelligenza è comprendere la diversità non come un di meno ma come un di più.

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Questa immagine ha 4 mila e rotti mi piace.

“Sono tanti.

E infatti io non ce l’ho con chi l’ha pubblicata: ce l’ho con quei 4 mila e rotti. E non m’interessa neanche parlare di Favij o degli altri ragazzi oggetto della presa in giro.

È la didascalia, il problema.

L’assunto è che i bimbi, come li chiamate voi, “speciali”, siano dei deficienti. Che a quei ragazzi (oramai ce n’è almeno uno in ogni classe) manchi qualcosa. Che quelli che hanno l’insegnante di sostegno siano in pratica degli sfigati.

Posso dire che non avete capito una fava, o vi offendete? Beh, chi se ne frega se vi offendete, perché così è: non avete capito una fava.

Certo, sono deficienti nel senso che “manca loro qualcosa”. Ma se dobbiamo leggere la parola in senso etimologico, a tutti noi manca qualcosa. Siamo tutti deficienti, ebbene sì.

E, nel vostro caso, sapete cosa vi manca?

L’intelligenza di comprendere la diversità non come un di meno ma come un di più.

La capacità di saper notare che, sempre – ma proprio sempre sempre eh – i ragazzini di cui parlate voi hanno doti naturali (magari lo sviluppo straordinario di uno dei cinque sensi, oppure una sensibilità fuori dal comune, o intelligenze sviluppatissime).

Una dose anche minima di buon senso per rendervi conto che, spessissimo nella storia, le menti più brillanti sono state inizialmente etichettate come “inferiori” (il pediatra che visitò Einstein bambino lo definì “un po’ lento” perché aveva iniziato a parlare intorno ai quattro anni, per dirne uno).

Siamo tutti deficienti, sì.

Occhio, mettendo mi piace a cose come questa, a non esserlo un po’ più degli altri.”

Maestro Enrico Galiano


ALCUNI COMMENTI DAL WEB:

Alessandro S.: Sì, vero. Ha ragione, prof; credo, però, che l’immagine e la didascalia annessa siano una forte polemica al fatto che sia così facile avere successo e pubblicare libri destinati a varie ristampe, se e solo se si diventa famosi. Perché questi ragazzi, pur non possedendo (o non dimostrando di possedere) spiccate qualità linguistiche e/o culturali, sono diventati molto più famosi ed acclamati di uno Stefano Benni o di un Francesco Guccini. Invidia? Forse c’è anche questo alla base della didascalia, ma pur sempre con un fondo di verità.

Enrico Galiano: Concordo con te sul messaggio che si vuole lanciare: e su questo – pur non essendo del tutto d’accordo – non ho molto da dire. E’ un’opinione, e come tale la rispetto. Sono assolutamente contario col modo con cui è stata veicolata, ovvero la battuta sui “bimbi speciali”. Si poteva dire la stessa cosa usando un altro tipo di battuta

Alessandro S.: E su questo concordo assolutamente con lei, visto che in classe negli anni ho avuto modo di conoscere “ragazzi speciali”, che al contrario rasentavano la più tremenda normalità rispetto a quelli che invece lo prendevano in giro.

Federica P.: Sei un GRANDE!!!
OGNUNO DEI NOSTRI ALUNNI, FIGLI HA DOTI SUPER: NECESSARIO ED IMPERATIVO INTRAVEDERLE, RICONOSCERLE , FARLE EMERGERE , “UTILIZZARLE-SFRUTTARLE” E PERMETTERE LORO DI ESSERNE CONSAPEVOLI.

Tutti sono speciali e tutti “deficienti”
Una maestra, deficiente e deficitaria .

Roberta PD: Ok prenderli in giro per la facilitá con cui hanno pubblicato i loro libri, ma c’erano altri mille modi per farlo. “Bimbi speciali con la maestra di sostegno” NO, non lo accetto. Né per il lavoro che vorrò fare, né per buon senso.

Francesca S.: Che poi i bambini poi ci credono di aver qualcosa ”di meno”…
Oggi un bambino che seguo, che ho deciso di seguire (sto facendo un tirocinio per la triennale in Ricreatorio a Trieste, che fa anche doposcuola), mi fa: ”ma non ci riescoooo sono stupidoooo!”
Al ché mi sono “arrabbiata” cercando di inculcargli nella testolina, che non esiste, che lui non è stupido per nulla!
E mi fa: “Dimostramelo che non sono stupido e che ce la faccio allora!”
Ho sfogliato il quaderno di Italiano (sul quale stavamo svolgendo gli esercizi per casa) e gli ho mostrato gli esercizi svolti il giorno prima, e il giorno prima ancora ecc… facendogli notare che, anche se con fatica e parecchio tempo, era riuscito a finirli tutti! E così poteva essere anche oggi, domani ecc…
Deve essere continuamente stimolato, avere poche distrazioni, ma con mezz’ora di ritardo rispetto ai suoi compagni, ha svolto tutto l’esercizio…nemmeno lui ci credeva ed era MOLTO soddisfatto ed orgoglioso!

Spero che anche gli altri educatori si accorgano delle reali potenzialità del bambino e che smettano di pensare che sia incapace!
Lotterò per questo!
Intanto GRAZIE, e scusa per la lunghezza del commento, ma ci tenevo tanto, vista la mia poca esperienza, ma tanta passione! 

Giusy Az.: siamo tutti deficienti e tutti diversamente abili. Lo sostengo da sempre! Ma nel mettere in evidenza che ragazzi, che 10 anni fa usufruivano dell’insegnante di sostegno, oggi abbiano successo..non ci vedo proprio nulla di male. Certamente sarebbe bellissimo non dover suscitar sorpresa una tale notizia…ma è utopistico pretenderlo. p.s: mio figlio inventerà il teletrasporto. E questo è certo! Sul serio dico!!

Michela F.: Condivido appieno le sue parole, io ho un bambino con un deficit ma non per questo ha qualcosa in meno,anzi ha molto di più rispetto ad altri, la prima cosa in assoluto è la sensibilità nei confronti di qualunque essere vivente…. La cosa brutta è che molte volte l’insegnante lo giudica in modo sbagliato o addirittura lo ignora. Perché se non hai una certificazione sei solo svogliato o lazzarone. Scusate lo sfogo.

Veronica L.:Ciao Enrico, mi permetto di mettere mi piace in questo tuo post perche’ sono mamma di un ” bambino speciale” con DSA abbastanza grave, e condivido appieno quello che scrivi! Grazie x dare voce anche a persone come me , ke non esprimono le proprie idee x paura di essere giudicata apprensiva o troppo protettiva!

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