“PAROLE BELLE”: Permesso? Grazie! Scusa. Buongiorno.Buonasera.

Educare i bambini non è mai un compito facile, noi genitori lo sappiamo bene.
Ci ritroviamo di fronte ad un bambino che cresce e ha bisogno di una guida.
Il loro esempio siamo NOI, non ci sono strade alternative.  Il valore di dire “grazie”, di trattare con rispetto l’anima dell’altro, di fare uso del “per favore” nelle nostre domande o interazioni con chi ci circonda è un atto di nobiltà che merita di essere trasmesso ai più piccoli.

“Un esempio vale più di mille parole.”

Il modo più importante per insegnare loro le buone maniere e il rispetto dell’ambiente che li circonda inizia da casa. Ci sono, pertanto, delle regole che dobbiamo seguire in primis noi genitori per educarli a diventare rispettosi verso il prossimo.

Ringraziare, dare il buongiorno o chiedere le cose per favore non sono semplici atti di cortesia: se i bambini imparano a capire quali sono le esigenze delle persone che li circondano, metteranno in pratica le buone maniere, imparando ad essere individui ben educati e compassionevoli.

parole belle.jpg

Gesti di cortesia per permettere ai figli di connettersi con il mondo.

È molto probabile che un bambino di 3 anni, al quale i suoi genitori hanno insegnato a dire “grazie”, “per favore” e “buon giorno”, non comprenda ancora bene il valore della reciprocità e del rispetto di queste parole. Ciò nonostante, tutto questo crea un adeguato e meraviglioso substrato, affinché le radici siano forti e profonde.

L’età magica compresa tra i 2 e i 7 anni, è quella che Piaget denominava “stadio dell’intelligenza intuitiva”. È in questa fase che i più piccoli, nonostante non comprendano il mondo degli adulti, risvegliano progressivamente il loro senso del rispetto, intuiscono quell’universo che va oltre le proprie necessità, per scoprire l’empatia, il senso della giustizia e, ovviamente, la reciprocità.

 Parole belle.[Da un libro delle elementari degli anni ‘60]

Un esempio vale più di mille parole. Questo modo di dire si configura molto bene ai bambini piccoli che ancora non sono in grado di comprendere il linguaggio di noi adulti.

Il bambino infatti, guardando i comportamenti dettati dai genitori, crederà automaticamente che quella cosa si può fare.

Stesso discorso vale per le frasi e parole di gratitudine che si dicono.

Se il bambino le ripete state certi che significa che le ha sentite dire da qualcuno.


Gianna N.: Io penso che siano le basi per una buona educazione

Ilaria B.: Penso che i nostri bimbi imparano da noi cosa fare e dire in ogni occasione! Se proviamo loro di questi piccoli buoni esempi cresceremo adulti maleducati e del “tutto dovuto”!

Claudia C.: Mio figlio in seconda elementare ha il quaderno con un compito tutto basato su queste parole e il loro concetto.. hanno anche fatto un tabellone da esporre fuori dalla classe. Non lo vedo così strano o anacronistico .

Marianna C.: Ricordo che i miei da piccola insistevano su queste regole base…anch’io lo faccio con i miei bimbi perché secondo me si stanno un po’ perdendo queste sane abitudini….

Vanna C.: Insegnare la gentilezza può essere oggi un metodo rivoluzionario…! Nulla a che vedere con l’ educare, però, perché l’ educare è azione, esempio concreto.

Michela M.: Io e mio marito siamo pesantissimi con nostro figlio, lo ammetto, ma vogliamo che impari l’educazione. Credo sia alla base del vivere civile. Comunque concordo con chi dice che l’esempio è la cosa più importante, i bambini imparano dal comportamento degli adulti.

Meri G.: Che ormai non le dice quasi più nessuno….quindi se noi per primi diamo il buon esempio anche le generazioni future saranno più educate
Federica I.: Un decalogo semplice è bellissimo, non solo per i bimbi ma anche per tanti adulti..
Mara P.: Tra un pò un libro del genere diventera’ un reperto storico, anzi, preistorico….purtroppo….Giusto l’altro giorno parlavo con una signora e un ragazzino di prima media mi ha chiesto perche’ le dessi del lei…al giorno d’oggi danno anche del tu ai Prof….

Elena L.: Parole che a me hanno insegnato e ben inculcato nella mente. Io sto cercando di fare altrettanto con Samuele..ma purtroppo nella quotidianità le sento raramente e ho come l’impressione che si stiano perdendo.

Francesca S.: Noi saremo anche all’antica ma sono tutte parole che fanno parte del vocabolario di nostro figlio. Che ha tre anni.

Per questo motivo, quando il bambino scopre che dare il buongiorno, chiedere le cose per favore e ringraziare gli fornisce rinforzi e trattamenti positivi, non smetterà mai di comportarsi in questo modo. Vale la pena tenerlo in considerazione e soprattutto diamo noi per primi il buon esempio chiedendo scusa quando sbagliamo!

3 thoughts on ““PAROLE BELLE”: Permesso? Grazie! Scusa. Buongiorno.Buonasera.

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