Il lavoro non è schiavitù: fate valere i vostri DIRITTI!

Il ragazzo che faceva il barista accanto al mio negozio è stato licenziato, o si è dimesso, non mi è chiara la cosa…

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Quando ha iniziato a lavorare pur avendo un contratto che prevedeva pause ogni tot ore non le ha mai fatte, non le ha mai chieste, per tre anni non si è mai lamentato della cosa, ha lavorato in maniera ottimale (credo) senza far valere il proprio contratto.

Non ne aveva bisogno, era contento del lavoro, non lo stancava evitare quelle pause.

Poi ha trovato una fidanzata, che non vive a Bologna e quelle pause sono diventate necessarie per sentirla almeno una volta al giorno.

IL titolare del bar abituatosi ad un dipendente che per tre anni senza fiatare ha fatto quanto gli veniva chiesto si è risentito. E hanno incominciato a litigare e discutere, quotidianamente. Fino alla rottura definitiva.

A me dispiace, era un gran barista con cui facevo volentieri due chiacchiere.

Voi direte e a noi?

Ma la sua storia è l’esempio pratico che non pretendere da subito il rispetto dei propri diritti nel mondo del lavoro porta a magagne dopo. Ed è un problema immenso per la generazione di giovani che sta lavorando oggi.

Perché tanti convinti che avere un lavoro sia la cosa più importante stanno zitti, non denunciano, non si ribellano, incassano senza colpo ferire soprusi su soprusi, a volte addirittura spinti dalle famiglie a farlo (famiglie di vecchia generazione per cui un “lavoro è per sempre”).

Senza capire che è nelle loro mani il futuro, sta a loro imporsi, farsi valere, uniti.

disoerazione.jpgE invece i casi di ragazzi sottopagati con ritmi di lavoro superiori a quelli del contratto sono sempre più comuni. Come sono sempre più comuni ragazzi con contratti con università dove il duro lavoro lo fanno loro ma i meriti se li prendono i baroni alle loro spalle (vampiri che andrebbero cancellati dal mondo accademico italiano).

A qualsiasi livello lavoriate far valere il vostro contratto di lavoro e denunciare PUBBLICAMENTE chi ve lo impedisce è l’unica arma in mano per costruire un futuro migliore, per voi e per chi vi seguirà.

Non sto dicendo sia facile.

Lo so che in Italia spesso l’omertà su queste cose va alla grande, ma è una delle ragioni per cui siamo un paese che sta andando letteralmente a pezzi…

Papà Michelangelo Coltelli

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