“Credete in noi”: l’invito di Roberta educatrice di un asilo nido

“Sono un’educatrice e vorrei raccontarvi il mio punto di vista..”- inizia così l’invito di Roberta Semeraro educatrice in un asilo privato a Lecce nel gruppo facebook SI ALLE TELECAMERE.

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Dopo gli svariati articoli che parlano di maltrattamenti verso i bambini negli asili e nelle scuole, l’ educatrice Roberta Semeraro vorrebbe che tutti guardassimo quello che in questi giorni ci deprime e ci angoscia da un altra prospettiva: quella di chi il lavoro lo ha scelto con tanta preparazione, spirito di sacrificio, pazienza e amore verso i bimbi che gli sono affidati.

E inizia così: “Io ho 27 anni e lavoro con amore, vocazione,sacrificio e passione con i bambini da quando ne ho 19. Ero una ragazzina e quella luce che mi ha spronato a studiare e prepararmi adeguatamente non si è ancora spenta, anzi ogni giorno mi fa alzare la mattina e continuare a voler fare quello che faccio.

Perciò quello che vi chiedo è semplicemente di continuare a credere nella nostra categoria,vi chiedo di insistere per la presenza di telecamere ma non perché volete mostrare il cattivo che c’è ma perché siete curiosi di vedere anche il buono ,che vi assicuro che esiste e si nasconde in silenzio in questa società convinta che ormai le maestre sono tutte frustrate e che i bambini sono a prescindere delle povere vittime sempre.

. …e invece NO

Ci sono tante mele buone in mezzo a tutte quelle marce, CI SONO BACINI E MANINE STRETTE, CI SONO ABBRACCI E CAREZZE CHE SEGNANO UN LEGAME UNICO che SOLO  UN BAMBINO E LA SUA MAESTRA POSSONO AVERE!

Ci sono bambini che si ricordano della maestra che ha creduto in loro anche se sono passati anni e anni…ci sono giornate no perché anche noi siamo umane,ma che ci sforziamo di rendere positive solo per vedere il sorriso dei nostri bambini....ci sono ragazze e ragazzi che fanno questo lavoro per pochi soldi nonostante sia uno dei lavori che ha il più alto livello di responsabilità al mondo,ma solo per amore e voglia di imparare;

Ci sono mani che pregano la sera dicendo grazie al Signore perché la giornata è finita senza che nessuno dei propri bambini si sia fatto male nonostante ci sia stata solo una maestra di 60 anni con 30 bambini di 3 anni, perché così prevede il sistema;

Ci sono maestre che non smettono mai di lavorare neanche nei week end per terminare un lavoro che alla fine non è un extra pagato ,ma loro a questo neanche ci pensano;

Ci sono bambini che piangono mattine intere in attesa della mamma e ci sono maestre pronte a cullarli per tutta la mattina nonostante avranno il mal di schiena che sarà ripagato dalla fine di quelle lacrime che si trasformeranno in sorrisi e autonomia.

Ci sono maestre che spendono l’intero stipendio per rinnovare il materiale didattico che manca nelle scuole o in corsi di aggiornamento per stare a passo con le nuove generazioni e con i bambini che sono in continuo mutamento;

…e c’è tanto e tanto altro…..

Quello che vi chiedo ancora è: si di pretendere le telecamere ,ma soprattutto di credere in noi, di credere che in fondo non è bello sentirsi parte di una categoria marcia a prescindere.

Vi chiedo di lottare per eliminare il problema alla radice con supporti e sportelli di aiuto quotidiani, con controlli improvvisi e titoli chiari e precisi per esercitare la professione, di lottare per migliorare il rapporto numerico maestra -bambino.

..perciò la telecamere SÌ. ..

Ma da sole inibiscono e non eliminano il problema! Perciò lo ammetto la notizia di dover svolgere il proprio lavoro controllata dalle telecamere anche se sei convinta di farlo nel migliore dei modi credo che non sia il massimo per nessuno, perché a mio avviso ogni genitore vorrebbe che il figlio fosse trattato come unico e in una scuola non è sempre possibile perché ognuno ha i suoi momenti individuali.

Però se 10 bambini chiedono l’ acqua nello stesso momento ci sarà sempre il bambino a cui sarà data per ultimo e non perché non lo si ama, ma perché questi sono i tempi e alcuni genitori potrebbero offendersi anche per questo. – ed è solo una delle tante piccolezze.-perciò questo controllo fisso un pò mi spaventa.

…ma se serve a riavere la fiducia nella nostra categoria e a mostrare quello che di buono c’è, allora SI ALLE TELECAMERE!

Scusate lo sfogo ma era un po che volevo farlo! Lottiamo….insieme!”


Seguite anche l’ Associazione La Via dei Colori Sito internet LaViaDeiColori.org che si occupa in prima linea di maltrattamenti e abusi contro chi non ha la possibilità di difendersi. (ad esempio in asili nido, materne e scuole in genere, ospedali, case di cura o altro)

E’ attivo inoltre il Numero Verde 800-98.48.71 che risponde a tutti coloro che, vittime o professionisti del settore, abbiano bisogno di informazioni o sostegno per presunti o accertati maltrattamenti all’ interno delle strutture o rischio di Burn Out.

 

One thought on ““Credete in noi”: l’invito di Roberta educatrice di un asilo nido

  1. Bellissime parole…ho impiegato mesi a cercare il nido, alla fine sono felice perché ho scelto bene, a quanto sembra, visto che il mio bambino a tre anni vuole andare al nido anche nei giorni di festa, mette via biscotti, da parte, perché li conserva per le maestre. E parliamo di un bambino che da tanti problemi e preoccupazioni, io temevo che una persona esterna potesse perdere la pazienza con lui e fare chissà cosa, visto che a volte la fa perdere anche a me che sono la madre! Ora il problema si ripresenta con la scelta della materna (che ormai ho fatto, con timore) e mi chiedo come mai maestre così non siano la regola. Ma in fondo in questo periodo storico sono tante le domande che mi faccio. Anche quella dei controlli è un’ottima idea, ma chissà se sia davvero possibile…

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