Banale? Forse. Ma non lo è per un bambino speciale

Tanta logopedia, tanta psicomotricità, tanto sport e insegnanti di sostegno hanno portato a questo meraviglioso risultato  (almeno per noi): stasera ha articolato per la prima volta una frase più lunga di 3 parole come è solito fare. Ha detto:- “Non riesco a capire come tagliare questa mozzarella! È davvero strano!”– detto ciò capisco che per tanti sarà una cosa banale, ma per noi è una grandissima conquista…

Christian piedi torti

“Christian è nato il 30 luglio di 8 anni fa, sano come un pesce ma con piedi torti. Io e mio marito abbiamo deciso, su suggerimento del neuropsichiatra infantile, di portarlo a Bologna all’ospedale Rizzoli per farlo visitare.”

A scriverci è mamma Sonia Tarasconia, vuole condividere la storia di Christian affinché possa rappresentare un piccolo faro di speranza per tutti coloro che hanno un bimbo speciale come il suo.

“Il verdetto è stato chiaro fin da subito: piede torto congenito bilaterale da operare entro i 6 mesi di vita del bimbo.

Operato a 4 mesi al piede destro e a sei mesi al sinistro, sembrava che tutto andasse per il verso giusto, ma qualcosa è andato storto dopo la seconda operazione…. sembrava che improvvisamente si fosse spento. Il recupero fisiologico del suo corpo e del suo cervello sembravano andare a rilento rispetto al primo intervento.

Non sorrideva più, piangeva sempre, era molto agitato.

Inizialmente tutti pensiamo che sia solo insofferenza al dolore che già aveva sentito in precedenza per cui portiamo pazienza e lasciamo passare il tempo. Inizia la fase del recupero, dopo gessi e tutori tutto il giorno con il divieto assoluto che si alzi in piedi fino a quando non gli avrebbero messo le scarpe. Per cui mesi e mesi costretto o sul seggiolone o sul passeggino.

A 1 anno finalmente arrivano le prime scarpine e a 18 mesi inizia a camminare  (ma questo già lo sapevamo perché il chirurgo ci aveva avvertito che avrebbe iniziato a quell’età). Fin qui nulla di strano se non per certi atteggiamenti che iniziano a preoccuparci.

Quando corre lo fa in tondo girando intorno alla tavola e qui scatta il primo campanello d’allarme. A 2 anni e mezzo oltre a essere sempre in costante agitazione, non parla… Ma non è che dice almeno mamma, papà, tato ecc ecc… 0 assoluto. Il suo livello di comunicazione è pari a quella di un bimbo di 9 mesi. La pediatra ci dice che è solo un po pigro, ma la nonna di Christian è una tosta e decide di imputarsi con noi genitori per far si che si indaghi.

Bene, mai come in quest’occasione ho fatto bene a seguire il suo consiglio. Abbiamo portato Christian da innumerevoli neuropsichiatri infantili. Dopo non so nemmeno io quanti test (ho perso il conto al 15°), la diagnosi un po ci risolleva dall’incubo autismo ( perché, capiamoci, tutti i genitori hanno l’incubo che i propri figli abbiano questo disturbo), ma ci arriva comunque una bella mazzata tra capo e collo: disturbo del linguaggio, deficit d’attenzione, iperattività e ritardo nello sviluppo psicomotorio.

Un bel fardello di problemi povero il mio cucciolo.

Iniziamo logopedia e psicomotricità privatamente in attesa di passare tramite usl. Piccoli passi avanti si notano quasi subito ma la strada è lunga. Inizia anche a fare uno sport di squadra sulle orme del fratellone, baseball. – Dopo un po’ lo facciamo smettere perché non gli interessa –  Nel frattempo inizia la trafila per ottenere per lui la legge 104…. Una battaglia senza fine per ottenere, alla fine, solo il riconoscimento di invalidità e niente più.

Ma almeno riusciamo a fargli avere l’insegnante di sostegno già dall’ultimo anno di scuola materna. Di tanto in tanto fa 1 passo in dietro ma poi recupera alla grande.

Christian piedi torti oraOra è in seconda elementare e ha fatto enormi passi avanti, ma quello che più ci ha stupito è successo qualche sera fa a tavola. Prima le sue frasi erano composte da 3 parole in croce, con errori anche nella coniugazione dei verbi.

Quella sera, seduti a tavola per cena ha esordito con: “Non riesco a tagliare questa mozzarella! È proprio strano!” non potete immaginare, io, mio marito e il fratellone siamo rimasti a bocca aperta!!! E io mi sono quasi messa a piangere per la gioia!!!!

Sarà anche un piccolo passetto che ai più sembrerà una banalità, ma per un bimbo speciale come Christian è un enorme passo avanti! La strada è ancora lunga, ma noi non molliamo mai! Perché siamo forti!!! PERCHÉ SIAMO UNA FAMIGLIA!!!!

Spero che questa mia storia serva a tanti altri genitori a sentirsi un pò meglio, che sappiano che una luce in fondo al tunnel a volte c’è. Perché siamo genitori di bimbi speciali ognuno a modo loro! Un saluto a tutti e una abbraccio da parte di Christian e della sua famiglia! FORZA E CORAGGIO SEMPRE


Vuoi condividere la tua storia con altre mamme come te? Scrivici a miriamsocialmom@gmail.com Pubblicheremo il tuo racconto!

TI PIACE QUESTO ARTICOLO? CLICCA MI PIACE SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK! e condividi!

2 thoughts on “Banale? Forse. Ma non lo è per un bambino speciale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...