Una mamma in lutto confortata da una fatina speciale

Janice Murphy ha visitato Walt Disney World da sola, utilizzando i biglietti che un amico aveva comprato per lei. Tra le sue braccia: un orsacchiotto viola che contiene le ceneri di sua figlia Analiese. Purtroppo è morta dopo 85 minuti dalla nascita a causa di una rara malattia genetica: la trisomia 10q che causa anomalie nello sviluppo del cervello, cuore e polmoni, di solito incompatibile con la vita.

Janice Murphy profilo.jpg

Janice 25 anni racconta:“Avere qualcosa di tangibile per contenere il mio enorme dolore è meraviglioso,” e aggiunge “Questo orso è venuto in ospedale con noi. Ha passato del tempo accanto ad Annalise proprio come abbiamo fatto, e ora le sue ceneri sono al suo interno. E ‘un modo di aggrapparsi a lei, anche se lei non è più con noi “.

Durante l’esplorazione del parco a tema di Orlando, si avvicinò alla fata madrina di Cenerentola, che si trovava al di fuori del castello che le ha dato subito la sensazione che fosse diversa, e ciò che Janice ha scritto sul suo profilo Facebook lo conferma:

“La prima cosa che la fata madrina mi ha detto è stata: ‘Chi abbiamo qui?’ E fece cenno all’ orsacchiotto” e prosegue “Ho risposto semplicemente con mia figlia. … È morta e ho le sue ceneri nell’ orsacchiotto. Era compassionevole ed empatica e ha fatto in modo di trattare l’orso come se fosse bambino.” “Mi ha anche chiesto se poteva abbracciarla e io ho acconsentito. Le ha fatto i complimenti al pelo scintillante e poi ha chiesto se potevamo scattare una foto mentre noi le baciavamo le guance”

Dopo l’incontro si è trovata in lacrime e dice: “La nostra conversazione mi ha reso triste ma anche felice, se questo ha un senso.. Ero triste perché mia figlia non era in grado di provare questo con me, e non era in grado di interagire con la fata madrina. Ma la felicità derivava dal fatto che ha riconosciuto il mio dolore e mi ha trattato con compassione. Questo tipo di gentilezza è qualcosa che non può essere sottovalutata, perché significava il mondo per me

Ha pubblicato la sua esperienza con la fata madrina in un post di Facebook ora-virale che è stato condiviso quasi 34.000 volte e ha ottenuto 15.000 like.

Janice ha documentato la sua gravidanza e la nascita di Analiese sul suo blog “Analiese’s Mommy, Learning how to be a mommy to an angel” (La mamma di Analiese, Imparando come essere la mamma di un angelo), e continua a farlo anche ora.

E racconta inoltre: “Non ho potuto nutrire mia figlia e questa mancanza mi perseguita. Ma poter aiutare altri bambini nel reparto di terapia intensiva con il mio latte facendoli diventare forti e sani mi aiuta. Mi fa sentire come se Analiese li stesse in qualche modo aiutando”

Nel frattempo cerca di sensibilizzare le persone su cosa passano le famiglie come la sua e sulle loro necessità. Ammette infatti di essere stata fortunata perché sin dalla diagnosi è stata subito indirizzata da un terapeuta specializzato nella perdita dei bambini.

L’incontro con la fata madrina è stato sicuramente magico ma afferma che diverse cose sono state stravolte nella sua vita quotidiana dopo la nascita e la morte della figlia: “Analiese ha cambiato la mia vita per sempre, in ogni modo. E se aumentando la consapevolezza posso aiutare anche solo una famiglia a non sentirsi sola, o a trovare un aiuto specializzato che possa seguirle come ho avuto io, allora è stato un bene“.

Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre
(Platone)

Voi cosa ne pensate della commovente testimonianza del lutto perinatale che sta affrontando questa mamma? C’è la necessità di sensibilizzare maggiormente la nostra società su questo tema?


29.03.2016 La mamma aggiunge:

Analiese.jpg 

Grazie a tutti, per le gentili parole e per avermi scritto su quanto questa storia vi abbia toccato da vicino. Aiuta più di quanto si possa spiegare, di sapere che ha avuto un impatto Analiese in tutti voi. Per coloro che pensano che io sia strano e inquietante avendo le ceneri di mia figlia all’interno della orsacchiotto: tutto quello che posso dire è che spero che non possiate apprendere come ci si sente a dovere perdere così prematuramente il vostro bambino appena nato. Molti degli articoli hanno contorto le mie parole, quindi vorrei impostare le cose in chiaro. Non parlo per l’orsacchiotto come se fosse mia figlia. Non forzo le persone a interagire con lui, né le distolgo o mento per non dire ciò che è dentro. La Fata Madrina era una donna meravigliosa compassionevole che dopo aver sentito che le ceneri di mia figlia erano dentro l’orsacchiotto lo ha trattatato come se fosse un bambino.

E questo è ciò che ha significato molto per me. Ha riconosciuto il mio DOLORE.

Mia figlia è morta, è una perdita che devo vivere ogni singolo giorno. Portare le sue ceneri non mi fa impazzire, mi fa una madre in lutto. Io non sono delirante. Io non sono in segno di diniego. Sono solo in lutto. E il lutto è difficile.”

 


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