Storie di famiglia e vaccini

“Avevo un paio d’anni ma ricordo perfettamente il giorno in cui il dottore venne a casa a farmi la vaccinazione contro il vaiolo.”

A scriverci è Norma Pacifico e si presenta così:“Sono un’insegnante di lettere in pensione, madre di due figli ormai grandi , non nonna , ma zia dall’età di 17 anni e quindi ‘ abilitata ‘ precocemente in giochi, feste, addobbi, filastrocche e ….imprevisti. Continuo il ruolo con i nipoti degli altri.” che questa volta ci racconta una piccola storia che riguarda la sua famiglia.

“Il comò su cui era stato steso un asciugamano di lino bianco, il fornelletto a spirito su cui sarebbe stato sterilizzato il pennino con cui veniva fatta l’incisione con cui si inoculava il vaccino sull’avambraccio.

Sapevo che era una cosa che doveva essere fatta per il mio bene , avrò pianto per quel piccolo dolore , ma ero cosciente che nessuno era cattivo e dovevo resistere.

Non sapevo cosa fosse il vaiolo , ma poi ho scoperto che a Benevento , città natale di mio padre , nel 1937 c’era stata un’epidemia di vaiolo che aveva fatto morti e seminato paura.

Un cugino di mio padre ne era rimasto contagiato e aveva visto la morte da vicino , ma si era salvato e aveva fortunatamente riportato come danno solo le cicatrici soprattutto sul volto delle pustole che cicatrizzandosi lasciavano grossi solchi nella pelle , come una fortissima acne . Ma le complicazioni in chi sopravviveva potevano essere molte altre , gravi e invalidanti.

Anni dopo conobbi questo zio Sandro. Aveva un aspetto simpatico , le cicatrici uniformi … non so cosa potesse essere per una donna. . Vive ancora a Benevento a oltre 90 anni .

Quando poi anni dopo ho vaccinato mia figlia sapevo dei rischi , pochi casi di complicazioni gravi ogni decine di migliaia di somministrazioni , ma sapevo che DOVEVO farlo e se oggi voi mamme non rischiate NULLA perché questa malattia è sradicata dovete ringraziare anche me, la mia famiglia e tutti quelli che compatti hanno fatto il vaccino ai propri figli temendo i rischi ben più maggiori della malattia .

L’altra croce per un genitore era la poliomielite . Mortale spesso . Grave se presa da piccoli perché atrofizzava lo sviluppo dei muscoli delle gambe , così il corpo cresceva su ramoscelli senza forze e bisognava aiutarsi con stampelle e bastoni per tirare su il resto del corpo . Quanti ce n’erano in giro di ragazzi deformi da questa malattia . Uno abitava sopra casa mia a Roma . Aveva sviluppato una forza eccezionale nelle braccia , ma soprattutto aveva una famiglia che non l’ha mai compatito e l’ha accettato e stimolato nelle sue potenzialità : laureato in ingegneria , patente, moglie, figli e un buon lavoro.

Le famiglie modeste invece , il più delle volte, non avendo mezzi, li avviava questi figli al lavoro di ciabattino.

Quando uscì il primo vaccino, il Salk , lo feci e quando uscì il Sabin feci anche quello .

Oggi qualcuno trova assurdo il far vaccinare per malattie esantematiche che molti abbiamo avuto senza conseguenze , ma questo non è vero per tutti.

Mia madre nel 1930 si contagiò in forma grave per il morbillo che aveva avuto la sorella maggiore , ebbe una paralisi encefalitica che ,dopo averla tenuta tra la vita e la morte , le lasciò una gamba più sottile dell’altra e due piedini da bambolina che le impedivano di correre , nonostante le cure al Rizzoli di Bologna dove la portò il papà ferroviere .

Le profetizzavano un destino infelice …. una bambina imperfetta , ma ha studiato e con l’impegno e la volontà ha fatto innamorare un giovane avvocato che si mise contro la sua famiglia per sposarla.

Un matrimonio felice , due figlie sane e cinque nipoti in ottantotto anni di vita .

Un’altra malattia banale , la rosolia, si capì che dava effetti devastanti sul feto , se presa nei primi mesi di gravidanza e vaccinare anche i maschi vuol dire interrompere la catena del contagio .

La varicella ? Banale ? Mia figlia se la prese e 19 anni a ridosso dell’esame di maturità , in forma virulenta e ci rimise il risultato d’esame finale . Si è rifatta con la laurea , poi , ma fu molto frustrante , arrivò stanca e debilitata giocandosi l’impegno di 5 anni di liceo classico.

Le parotiti poi sono state un tempo causa di sterilità . Veniva una complicazione che aveva quest’effetto collaterale e le famiglie spesso nascondevano questo evento che non pregiudicava la sessualità , poi della sterilità erano quasi sempre accusate le donne……

La storia più drammatica della mia famiglia riguarda la difterite .

Colpì nel 1949 l’unica figlia di una sorella di mia madre . Sana, perfetta , nessuna malattia organica. Non pensiate che queste malattie aggredissero solo i bambini deboli, malnutriti , in ambienti fatiscenti …. oltrepassavano le porte di qualsiasi casa .

Maria Rosaria figlia di zia Maria morta di difterite.jpg

Quella che vedete nella foto era la mia cuginetta Maria Rosaria, morta di difterite , un’agonia crudele che la madre vide e dalla quale non si riprese mai. Depressa ,non si occupava del marito da cui si separò . Mite , dolcissima, silenziosa morì d’infarto a soli 39 anni . L’unica in famiglia colpita da questo evento . Morì di dolore .

Se credo nelle vaccinazioni ? Sì ! Insieme con gli antibiotici, con la chirurgia e con altri medicinali ci hanno allungato la vita e migliorato la qualità dell’esistenza.

Deprimono il sistema immunitario ? Rendono meno sani ? Stupidaggini.

Ci credo così tanto che sono anni che faccio la vaccinazione antinfluenzale (come la facevano i miei genitori ) e , a parte un po’ di sinusite ,passo l’inverno in buona salute .

Conta anche la prevenzione ,una buona alimentazione varia , due volte la settimana in palestra , un po’ di ballo, cinema , interessi e niente fumo.

E la balla che le vaccinazioni sono un’invenzione di big pharma per tenerci malati a vita …. no , mi spiace, ma con me , non ha funzionato !!!!!

Come qualsiasi atto medico o di vita ha un elemento di rischio , ma i benefici sono di gran lunga superiori e ci consentono di vivere in mezzo agli altri più tranquilli e sereni”


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