Frida Kahlo: trasformò la sofferenza in arte e poesia

L’amore tormentato, quello unico e passionale, quello che ti crea dipendenza anche quando si trasforma in sofferenza e depressione. Oggi parliamo di Frida Kahlo , una figura e donna che mi ha da sempre incuriosito per via dei suoi autoritratti contornati da un alone di mistero.

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Non era solo una pittrice, ma una vera e propria artista rivoluzionaria molto profonda che riusciva a comunicare sensazioni di dolore, angoscia e solitudine ma anche dignità, forza ed amore per la vita. Ha avuto la capacità di reagire anche a situazioni che apparentemente non hanno rimedio, trasformando il suo stato invalidante in opportunità creativa e le sue sofferenze in arte.

Frida era una donna con una forza eccezionale, la stessa che l’ha sostenuta per superare i suoi diversi problemi di salute che quelli legati alla sfera personale. Basti pensare che ha dovuto affrontare ben trenta operazioni chirurgiche e cercò di portare a compimento tre gravidanze, senza riuscirvi. Questo dimostra la volontà e il coraggio nel voler superare i limiti del suo corpo fragile e la smisurata sete di vivere.

“La pittura mi riempì la vita. Persi tre figli e un’altra serie di cose che avrebbero dato un senso alla mia vita orribile. Tutto questo fu sostituito dalla pittura. Io credo che il lavoro sia la cosa migliore” Frida

Nelle sue storie raccontava di aver avuto due gravi incidenti nella vita: il primo quando a 17 anni un tram la mise al tappeto e l’altro è la storia d’amore ossessiva con Diego Rivera.

Il 17 settembre 1925 l’autobus con il quale Frida stava tornando a casa da scuola, si scontrò con un tram. Diverse persone morirono sul colpo e Frida rimase gravemente ferita. Frattura della terza e quarta vertebra lombare, tre fratture al bacino, undici fratture al piede destro, lussazione al gomito sinistro, la spalla destra slogata permanentemente, ferita penetrante all’addome prodotta da un corrimano che entrò nell’anca sinistra per uscire attraverso il sesso, compromessa la possibilità della maternità.

Nonostante i continui tradimenti del suo Diego con le modelle che posavano per i suoi lavori fino alla cognata Cristina Kahlo, non solo non riuscirono mai a distruggere quell’amore, ma fu addirittura come se in qualche modo lo saldassero sempre di più.

«Più mi tradisci, più io ti amo» diceva lei. Frida e Diego si sposarono il 21 agosto del 1929, lui aveva 42 anni lei 22, divorziarono dieci anni dopo il matrimonio, e si risposarono di nuovo nel 1940. L’amore come medicina che colma vuoti e riempie di speranze, come essenza della propria vita, anche se spesso con un retrogusto un po’ amaro… ma a cui non puoi rinunciare.

Ti meriti un amore che ti voglia
spettinata,

con tutto e le ragioni che ti fanno
alzare in fretta,

con tutto e i demoni che non ti
lasciano dormire.

Ti meriti un amore che ti faccia
sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,

che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.

Ti meriti un amore che voglia ballare
con te,

che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,

che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.

Ti meriti un amore che ti ascolti
quando canti,

che ti appoggi quando fai la ridicola,
che rispetti il tuo essere libera,

che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.

Ti meriti un amore che ti spazzi via le
bugie
che ti porti il sogno,
il caffè
e la poesia.

– Frida Kahlo

Ognuno di noi ha un’immagine di sé stesso; positiva o negativa ma ha un’immagine. A volte questa raffigurazione è sottostimata perché si tende ad avere poca stima, abbiamo delle qualità ma non riusciamo proprio a vederle o a crederci. Così anche agli occhi degli altri diveniamo poca cosa…
Senza scivolare nell’atteggiamento opposto in quelle persone con un concetto di sé fortissimo, tipo gli egocentrici e i “palloni gonfiati” pieni di arroganza, potremmo fare un elenco delle persone belle che siamo diventate, e confrontarci con gli altri, riusciremo così ad avere un quadro della situazione più realistico e meno spregevole.
Sicuramente abbiamo qualcosa da migliorare, come tutti d’altronde,  ma possiamo anche sorprenderci delle molteplici qualità che possediamo.
Nessuno sa dove porti il nostro cammino, ma la fiducia in noi stessi è una prerogativa di viaggio importante e piacevole. Meritiamo di essere amate nonostante i nostri difetti perché siamo persone uniche e semplicemente meravigliose.
Lo sapevate? A 6 anni Frida si ammala di poliomielite e dovrà stare per nove mesi in camera, dopo la malattia fece di tutto per poter recuperare l’uso della gamba destra che rimase invece sempre piccola provocandole un’andatura claudicante che le fece guadagnare il soprannome di “Frida gamba di legno”. Per nascondere indossava anche tre o quattro calze e scarpe dal tacco speciale che le lasciarono quel modo di camminare lievemente saltellante; iniziò in quel periodo a indossare pantaloni e poi lunghe gonne messicane.

Frida Kahlo, all’anagrafe Magdalena Carmen Frieda Kahlo y Calderón (Coyoacán, 6 luglio 1907 – Coyoacán, 13 luglio 1954), è stata una pittrice messicana.« Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni. »
(Frida Kahlo, Time Magazine, “Mexican Autobiography”, 27 aprile 1953)

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