Vaccino anti-meningococcico B: è sicuro? protegge?

“Faye Burdett era una bimba di due anni bellissima ed in perfetta salute. La vedete sana nella foto a sinistra. A destra, purtroppo, la vedete poco prima della festa di San Valentino, giorno in cui è morta uccisa da una meningite causata dal meningococco di tipo B. Le lesioni che vedete nella sua cute sono le tipiche petecchie ed ecchimosi (grazie GG) provocate da questa terribile infezione. E’ una foto molto cruda, ma – come ho detto – questa è la malattia terribile che causa il meningococco e questa è una bambina che se fosse stata vaccinata verosimilmente sarebbe ancora viva.” – queste le parole del Prof. Burioni sulla sua Pagina Facebook

Faye Burdett

Detto questo, parliamo del vaccino contro il meningococco di tipo B. Questo batterio è responsabile di questa malattia molto grave (la meningite) ed è, insieme al meningococco di tipo C, il ceppo isolato più frequentemente, rappresentando questi due insieme l’80 % delle meningiti. La malattia è gravissima: anche con le cure più tempestive su dieci pazienti uno muore e un altro riporta lesioni permanenti. Il rischio maggiore è durante il primo anno di vita con un picco intorno ai sei mesi, poi si attenua progressivamente per diventare molto basso dopo i 4 anni, risalendo nell’adolescenza. Per questo bisogna vaccinare molto presto.

Il vaccino è disponibile da poco, in quanto è stato molto difficile da mettere a punto e lo abbiamo grazie ad un italiano, Rino Rappuoli, che è riuscito con mirabolanti strategie a battere tutti i concorrenti. Insomma, una cosa di cui andare davvero fieri (non ho nulla a che fare con lui né con l’azienda per cui lavora, beninteso).

  1. Il vaccino è sicuro?

Sì il vaccino è sicuro, come è stato dimostrato da un decennio di studi clinici che hanno coinvolto oltre 8000 pazienti (dei quali oltre 5000 bimbi) e dalla somministrazione “sul campo” di oltre 1.000.000 di dosi in decine di nazioni. Però bisogna tenere conto che è disponibile dal 2014 e quindi non è stato utilizzato in centinaia di milioni di dosi come altri vaccini: se mai dovessero esserci alcuni effetti collaterali molto rari è ancora presto per vederli. Tenete presente che la meningite da meningococco B è rara, ma non rarissima (162 casi nel 2013 in Italia)

2. Il vaccino è protettivo?

Anche in questo caso non lo sappiamo con certezza. Negli studi clinici si è visto che il vaccino stimola una risposta immune molto forte e nei vaccinati che dovrebbe proteggerli contro circa l’80% dei ceppi di meningococco B circolanti. Sulla base dei dati di laboratorio, questa risposta dovrebbe proteggere con grande efficacia. Però la vera misura della protezione fornita dal vaccino (e della sua durata) l’avremo attraverso l’osservazione dei vaccinati, in quanto non è possibile trarre conclusioni definitive dagli studi condotti in laboratorio. In particolare non sappiamo se questo vaccino (come è successo per il vaccino contro il meningococco C) potrà andare ad abbassare il numero dei portatori, fornendo infine alla comunità una protezione molto maggiore di quella attesa.

3. Il vaccino ha effetti collaterali frequenti?

Questa volta la risposta è sì. Nella maggior parte dei bambini vaccinati si ha febbre alta e dolore al sito di iniezione, per cui molti medici consigliano di prendere “preventivamente” del paracetamolo. Sono tuttavia disturbi transitori che passano rapidamente, mentre altre conseguenze più temibili (come alcuni disturbi autoimmuni) non sembrano essere correlati a questa vaccinazione. Da studi preliminari le reazioni anafilattiche (che, ricordiamolo, si curano e si risolvono senza alcun danno se trattate prontamente) sono rare, ma più frequenti di quanto accada con gli altri vaccini. Al momento quello che si può dire è che il bimbo dovrà probabilmente pagare, come prezzo per la protezione contro questo batterio, della febbre e del dolore al punto di iniezione. Ma febbre e dolore passeranno mentre la protezione rimarrà.

4. E’ opportuno vaccinare vostro figlio?

Come detto il vaccino è sicuro e sembra essere molto efficace, tanto che in alcuni paesi (Regno Unito, per esempio) è già entrato tra le vaccinazioni di routine. Tuttavia una vaccinazione è un atto medico per il quale devono essere soppesati ogni volta rischi e benefici per il singolo paziente; per questo non mi chiedete consigli perché non potrei darveli.

Personalmente, se mi nascesse oggi un figlio e se non esistessero controindicazioni, non avrei alcun dubbio e lo vaccinerei, ringraziando la scienza medica e il genio di Rino Rappuoli e dei suoi collaboratori.”

 

The introduction of the meningococcal B (MenB) vaccine (Bexsero®) into the national infant immunisation programme–New challenges for public health. – J Infect. 2015 Dec;71(6):611-4.

Oxford Vaccine Group – Men B vaccine facts.


Seguite la Pagina Prof. Burioni Roberto – Pagina IoVaccino 

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