“Mamma perché piangi?”-“Perché è successa una cosa brutta amore mio.”

Non mi ero neanche accorta della lacrima mentre guardavo l’immagine di quel corpicino coperto dal telo dorato, con la bambola rosa. Troppo piccolo per essere un adulto. Troppo piccolo per capire la cattiveria del mondo. Troppo piccolo per morire.” – Donne e uomini gettati per terra come se fossero pupazzi vecchi, travolti a Nizza da un camion il 14 luglio 2016. Quel giorno erano in 15mila sulla Promenade des Anglais, a pochi metri dal luogo della strage, era un giorno di festa e si è trasformato in uno strazio, orrore ovunque. Ognuno di noi poteva essere lì. I nostri figli potevano essere tra quelli che, mentre guardavano incantati i fuochi, o camminavano per qualche bancarella, potevano essere travolti..Nizza dopo la strage.jpg

“Sarà che da quando sono mamma ogni emozione e paura è amplificata, ma davvero non riesco a non soffrire di fronte all’ennesima strage.
-“Perché è successa una cosa brutta amore mio.”
Che in un giorno qualsiasi non sarei stata così sdolcinata, ma oggi, di fronte a quelle immagini, ho bisogno di stringerla a me e di dirle quanto la amo, di baciarla.

-“Perché una cosa brutta, mamma?”
Questa storia dei perché è difficile da gestire oggi più che mai.

-“Degli uomini cattivi hanno fatto male a dei bambini, amore grande. “
E non posso dirle che non riesco a non pensare che anche noi, solo qualche settimana fa, camminavamo su un lungo mare affollato di turisti, che quello che è successo a Nizza sarebbe potuto capitare anche a noi, che anche noi saremmo potute essere sotto uno di quei teli. Che lei avrebbe potuto. Che io mi sarei buttata sotto quel camion per salvarla. Che se quei maledetti bastardi me l’avessero portata via mi sarei augurata la morte piuttosto di sopravviverle.

Noi mamme siamo sempre talmente impegnate a correre dietro ai nostri bimbi, talmente concentrate a non perderli di vista o a evitare piccole marachelle che chissà se mi sarei accorta di quello che stava per succedere, chissà se avrei avuto il sangue freddo di scappare, chissà se sarei riuscita a proteggerla.

-“Perché mamma?”
-“Non lo so, Eva.”
Nessuno lo sa. Nessuno sano di mente riesce ad immaginare il motivo di tanta cattiveria. Nessun adulto può spiegare ad un bambino perché un padre di famiglia possa scagliarsi contro altre famiglie, uccidere madri e bambini in una serata di festa.

In nome di chi, poi? Di un Dio, una superiorità spirituale che non dice di passare sul cadavere degli innocenti, ammazzare dei bambini sui passeggini!

La guardo dormire adesso, la sento respirare e spero di tenerla lontana dal male il più possibile, consapevole che prima o poi dovrò lasciarla al mondo. E altrettanto consapevole che questo mondo non è quello che avrei voluto darle.

Oggi sono davvero angosciata. E arrabbiata, impaurita. Oggi sono molto triste per il futuro che stiamo costruendo per i nostri figli.

Se l’obiettivo è di farsi rispettare, sappia che ha miseramente fallito. Nessun rispetto o timore reverenziale. Solo disprezzo e derisione.”

Mamma ELENA


TSMMama

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