Lo splendido meccanismo dell’autoregolazione

“Un giorno scorrendo i vari post su facebook mi è saltato all’occhio un post di una mamma che chiedeva consiglio ad altre mamme se suo figlio di due anni aveva mangiato abbastanza pizza pubblicando la foto di una pizza wurstel e patatine lasciata a metà. Tralasciando il fatto che un bambino di due anni non ha alcun motivo di mangiare dei cibi quali patatine e wurstel, e semmai il bambino ha richiesto quella pizza è perché gli è stata proposta una prima volta dai genitori, volevo soffermarmi sullo splendido meccanismo dell’autoregolazione. “–  ecco qualche riflessione per poter riconoscere e rispettate le capacità alimentari dei bambini a cura della Dott.ssa Paola Pesare biologa-nutrizionista.

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Non tutti i genitori sanno che i bimbi fino a 4 anni sanno bene autoregolarsi col cibo (si fermano quando sono sazi) e che esagerando con le porzioni si rischia di far perdere loro questa sensibilità. Questo viene confermato ad esempio da un’ indagine condotta dal forum Infant and Toddler in Gran Bretagna l’80% (4 su 5) dei genitori dà troppo cibo ai propri bimbi, esagera con le quantità. Il 73% teme che il proprio bambino non mangi abbastanza.

Con il tempo, negli adulti, questo meccanismo di autoregolazione va scemando: mangiamo perché ora di pranzo e non per fame o peggio perché condizionati dalla pubblicità. E allora per i nostri bambini dobbiamo cercare, fin dove possibile, di tenere allenata l’autoregolazione.

Vi sembrerà strano ma i bambini, al contrario degli adulti, mangiano quando hanno fame ed hanno una maggiore una spiccata capacità di autoregolazione, quando la loro alimentazione è ricca di grassi (anche animali).
Questo perché i lipidi aiutano i bambini a raggiungere rapidamente la sazietà stimolando quindi il meccanismo fame –sazietà.

I bimbi inoltre hanno estremo bisogno di grassi, anche di grassi animali: i grassi sono infatti necessari sia per assicurare un adeguato introito calorico vista la ridotta capacità gastrica nei bambini , che per garantire un adeguata crescita fisica e cerebrale.
Chiaramente, bisogna fare attenzione alla qualità dei grassi utilizzati, oltre che agli abbinamenti con i carboidrati e gli zuccheri.

Ecco come usare sapientemente i grassi in cucina, sia per i più piccoli che per gli adulti e come esercitare l’autoregolazione: 

  • Inserite creme di frutta secca nei frullati di frutta e nei condimenti di verdura (ad esempio: merenda con frutta frullata di pesche e crema di mandorle o crema di nocciole e cacao fatta in casa;oppure condimento per un minestre può essere la crema tahin).

  • Usate olio extravergine per condire, di buona qualità, italiano e possibilmente bio.

  • Evitate oli vegetali raffinati di mais, riso, colza, soia, girasole. Controllate sempre le etichette di quello che acquistate.

  • Scegliete carne e pesce di ottima qualità (evitare gli allevamenti intensivi!), e non eliminare eccessivamente il grasso.

  • Evitate di proporre con eccessiva frequenza piatti o alimenti che siano un mix di carboidrati, grassi e sale  inattiva la capacità di sentire sazietà. Cercate di non proporre troppo di spesso alimenti che mischino carboidrati, grassi abbondanti e sale: il classico esempio sono, di nuovo, le patatine fritte. Ma anche la pizza o la cotoletta, i fritti.

  • Moderato l’uso di prodotti zuccherati (anche nei dolci fatti in casa) e di sale, l’autoregolazione e l’appetito vengono rovinati quando il gusto del cibo è spiccatamente dolce o spiccatamente salato.

Per concludere e rispondere alla mamma così preoccupata che il proprio bimbi non avesse concluso la pizza le capacità di autoregolazione e i ritmi personali dei bambini devono essere riconosciuti e rispettati, ed è osservando i loro comportamenti, assecondando le loro tendenze ed evitando l’uso di cibi “industriali” e le porzioni troppo abbondanti che i genitori potranno aiutare i propri bimbi a stabilizzare anche i ritmi alimentari, senza imposizioni.


Educhiamo quindi i nostri figli a seguire piuttosto il loro appetito naturale, a riconoscere fame e sazietà, evitando frustranti forzature e tenendo sempre in mente che l’alimentazione deve soddisfare in primis loro e non noi genitori, che devono mangiare per se stessi e non per noi.. Grazie alla nostra biologa-nutrizionista che potete trovare anche sulla sua pagina facebook QUI e continuate a seguirci su TSMMama!

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