Babbo Natale esiste. Punto.

In questi giorni è un continuo “lottare” contro i genitori che sostengono di dover raccontare la verità ai loro figli sull’esistenza di Babbo Natale, articoli sul possibile “danno” della bugia e i bambini che iniziano a instillare i primi dubbi a mia figlia: ” Non esiste, mi hanno detto che i regali li portano i genitori!”e mi chiedo il perché c’è questa voglia di riportare i bambini con i piedi per terra, perché credete che sia meglio disgregare il loro mondo magico, perché soffiare via la fantasia, perché farli crescere prima del dovuto? Non riesco a capirne il motivo e vorrei riflettere insieme a voi.

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(Foto del lavoretto realizzato da mia figlia)

A mio avviso, è opportuno lasciare che i bambini scoprano da soli e senza fretta la verità, supportare con i nostri figli l’esistenza di Babbo Natale non contribuisce a renderli illogici e creduloni. 

La magia del Natale per i bambini risiede soprattutto nella possibilità che essi credano  che sia un momento così speciale capace di far riunire la famiglia, far diventare le persone buone e addirittura nevicare! Immagino che molti di voi erano soliti stare a guardare fuori dalla finestra la notte prima di Natale!

Fino circa ai 7 anni, i bambini vivono in un mondo per metà reale e per metà immaginario (caratterizzato dal “pensiero magico” Piaget), popolato da fate, draghi, pony volanti, cani parlanti, fantasmi ed eroi : ciò che per noi adulti può essere assurdo (come il credere ad un nonno panzuto con una slitta volante che recapita in una sola notte regali a tutti i bambini del pianeta) è per loro assolutamente possibile e accettabile non ha nulla di straordinario, e non va ad incidere la loro capacità di giudizio. 

Quindi per i piccini, le figure magiche come la fatina dei denti, i folletti ed i mostri sono importanti per darsi una spiegazione delle cose della vita, imparare il concetto del bene e male, aiutarli a controllare le proprie paure finché un domani non saranno in grado di comprendere la verità.

Bruno Bettelheim, grande psicoanalista infantile, dedito alla cura dell’autismo,  affermò che i personaggi immaginari cui i bambini si identificano, aiuterebbero loro a risolvere i  conflitti interni e a superare le angosce inconsce.

Lasciamogli credere che c’è qualcosa di magico nel mondo finché il bambino “sta al gioco”, difendiamoli dagli attacchi del cinismo imperante e dalla tendenza di voler bruciare il prima possibile tutte le tappe della crescita.

Altra cosa sulla quale vorrei soffermarmi è il momento dell’attesa. Ci avete mai pensato? Siamo nell’ era del Tutto e Subito, in un mondo dove oramai si viaggia alla velocità della luce, Babbo Natale rappresenta la lentezza, la regola, colui che accompagna il passaggio dal desiderio alla realtà in tempi prestabiliti.

C’è la preparazione dell’accoglienza, l’attesa impaziente, la voglia di scoprire se i biscotti o i mandarini e il vino sono stati graditi, la letterina letta e quali regali ci saranno sotto l’albero. L’attesa è anche stare con il naso schiacciato contro una vetrata a guardare come il nostro respiro lo rende opaco…e sognare la neve…immaginare una slitta…questo è il Tempo del Desiderio.

Secondo gli studi scientifici, solo una percentuale bassissima di bambini sono rimasti un poco infastiditi dal fatto che i genitori avessero loro raccontato una frottola. Nel suo studio, Condry ha intervistato centinaia di bambini e nessuno di loro riportava rabbia nei confronti dei genitori dopo aver scoperto la verità circa Babbo Natale (Condry, 1987).

Lasciamo che siano loro a farci capire quand’è il momento di comprendere la verità. Sarà un evoluzione naturale senza alcuno stress psicologico, nel quale i nostri figli riusciranno in modo autonomo a distinguere i tratti del viso dello sprovveduto zio Babbo Natale, le scarpe guarda caso dello stesso colore e modello del proprio papà sotto quel voluminoso pantalone rosso, le grosse coperte o il cuscino a mo’ di pancione nascosto da una cintura messa a caso, la barba legata male che lascia intravedere i capelli neri… e magari un giorno ci sarà una grandissima risata quando ci diranno che loro avevano già intuito tutto e che ci stavano solo compiacendo, d’altra parte sembravamo così felici!

Sono sicura che ci perdoneranno facilmente per aver sostenuto una bugia in nome di una giusta causa, cerchiamo di non privare i bambini di un tempo essenziale per la loro crescita e per la formazione della loro identità. VOI COSA NE PENSATE?


Libri consigliati: “E se covano i lupi”, scritto da Paola Mastrocola, e parla proprio di questo, della capacità di attendere. Il racconto viene fatto attraverso una favola rivolta a noi adulti.

QUI trovate tanti libri da regalare con le storie su Babbo natale da poter leggere e sfogliare con i vostri bambini!


Ah, dimenticavo…BUON NATALE A VOI E I VOSTRI PICCOLI, se avete piacere seguitemi anche su TSMMama pagina facebook.

4 thoughts on “Babbo Natale esiste. Punto.

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