Un giorno come tanti eppure..

Quante cose ci passano per caso nella vita senza che ci accorgiamo di nulla, è come un soffio di vento che ci scombussola i capelli, fa smuovere un po’ gli alberi, frullare le foglie, eppure noi siamo intenti a guardare avanti , a pensare al domani, a pianificare anche l’impossibile e non riusciamo a goderci il momento, a rilassarci ed essere felici di quello che abbiamo. Eppure, anche un soffio di vento è li per ricordarci che non siamo soli, che dobbiamo assaporare più che possiamo la vita perché non sempre può essere perfetta e semplice, non sempre è come vorremmo che fosse. Soprattutto da quando sono mamma mi rendo conto che bisogna aprirsi, cercare di essere solidali a chi, diversamente da noi, sta vivendo tante difficoltà con i propri figli, per questo ho deciso di raccontarvi questa storia che possa far riflettere ed entrare come un fulmine a ciel sereno nel vostro cuore….

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Il giovedì pomeriggio è una continua corsa: “Mamma oggi dobbiamo andare in piscina ti ricordi?” è vero, quasi mi dimenticavo! C’è piscina, controlla la borsa, oddio è rimasta come l’avevo lasciata lunedì! Mi sono dimenticata di mettere a lavare l’accappatoio (sono sempre superdimenticona lo ammetto) ma non è un problema, ogni mamma ha le sue preziose risorse!

Vado nella cameretta, prendo gli asciugamani puliti e il poncho di Topolino. Può andare bene lo stesso vero? Ma sii che vuoi che sia! Ricapitolando, scarpe prese, shampoo, cuffietta e viaa che si parte con la macchina.

Per fortuna Diego mi fa i complimenti, è anche pulita visto che la settimana prima aveva vomitato in macchina e l’autolavaggio era impossibile prenotarlo. Finalmente c’è una parvenza di pulizia e profumo anche se mi è costata cara, il tipo mi aveva detto: “Signora per pulire i sedili posteriori devo chiederle almeno 30 euro, sa che stavo per vomitare anche io?” e vabbè pazienza sono cose che succedono e chi ha figli deve metterlo in conto. No?

Come sempre in ritardo cronico ci spogliamo e inizia il corso. Di solito poi scendo 5 minuti prima, guarda caso deve fare la pipì (che stress) andiamo al bagno ma nel frattempo si ricorda che voleva fare anche un ultimo tuffo. Rivesti Diego, chiedi per favore di poterlo accontentare, riprendi il poncho e scappa a fare la doccia. Capricci per non voler terminare la doccia calda (pazienza aiutami)

Momento capelli, la cosa che amo di più perché rispetto a mia figlia che aveva una chioma lunga finisco prima, vestiti e si scappa a prendere le scarpe e i calzetti.

Lo accomodo accanto ad un bambino e subito Diego cerca di parlargli, vede che non gli sorride, non gli mostra confidenza e gli dice “Bimbo ma sei triste?” poi non avendo risposta chiede a me se per caso quel bambino si sentiva triste..E’ solo allora che mi accorgo davvero di quel bambino, ero troppo intenta a fare le mie cose….Se non fosse stata per la sensibilità di mio figlio, che come tutti i bimbi riesce a vedere al di là del visibile, non ci avrei fatto caso.

Lo osservo per un attimo, gli occhi persi che miravano al soffitto, sembrava quasi intimorito, sempre stessa espressione.

Il papà mi guarda con aria di chi ne ha passate tante e capisco che c’è qualcosa che non va..

“Sai lui si chiama Omar ha 5 anni , è autistico. Solitamente non parla, nessun discorso possibile, ogni tanto riesce a dire mamma o papà, ma solo quando vuole..non riusciamo neanche a dormire di notte si sveglia sempre.. ma dai, almeno sono contento che in piscina pratica un po’ di movimento.” E lo accarezzava..

Quanta dolcezza, amore e premura ho visto in quel papà, nonostante tutte le difficoltà era felice, felice che il suo bimbo riusciva a poter frequentare un’attività in acqua.. Quasi fosse un sogno che si avverava, un traguardo inarrivabile prima di allora.

E non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte noi mamme ci lamentiamo per delle piccolezze, per delle cose superabili, per qualcosa di futile. Il bambino non mangia, è troppo attivo, cresce troppo poco, parla troppo, corre sempre, non è mai stanco, piange, noi che magari sbuffiamo perché i nostri bimbi ci chiamano in continuazione, ha il raffreddore, è stitico…

Diamo tutto per scontato, tutto dovuto, e poi intorno a noi ci sono bambini che soffrono per davvero. UN GIORNO COME TANTI EPPURE…E’ VALSO COME UN SOFFIO DI VENTO CHE MI HA DESTATO L’ANIMO….Grazie a Omar e al suo Super papà


TSMMama

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