Diamo il buon esempio: L’EDUCAZIONE SESS-AFFETTIVA

Poco tempo fa, sulla mia bacheca personale, ho affrontato l’argomento: educazione sessuale dei bambini. Tutto è partito per aver condiviso un articolo che parlava di una scuola di quinta elementare a Modena dove una maestra ha parlato agli allievi di sessualità in maniera esplicita, facendo vedere delle illustrazioni e testi con spiegazioni dettagliate.

ALT! PREMETTO: Sono consapevole che bisogna educare perché è importante una buona preparazione concettuale che tiene insieme gli aspetti fisici, cognitivi, sociali e interattivi della sessualità. Ma non sono assolutamente d’accordo in questi termini freddi e distaccati che lasciano poco spazio per esplorare le emozioni e i sentimenti che sono alla base di un corretto sviluppo armonioso dei bambini (e tengo a sottolineare futuri adulti).  Aggiungo che non sono un esperto quindi, mi limiterò ad esprimere il mio punto di vista da semplice mamma.

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IL FATTO: A lasciare perplessi e stupiti la maggior parte dei genitori, (che erano a conoscenza della lezione) più che i disegni consegnati ai bambini in cui si vedono un uomo e una donna nudi e abbracciati, è il testo, che approfondisce il concetto di “amarsi”: «Quando una donna e un uomo scoprono di piacersi – si legge – desiderano stare insieme, parlano, giocano, fanno passeggiate e vanno al cinema. Talvolta sentono molto forte il bisogno di ricevere e dare tenerezza».

Andando avanti si parla del rapporto di sesso dei genitori: «Si baciano e si accarezzano per tutto il corpo – si legge ancora – esprimono con parole affettuose l’amore che provano. Allora il pene dell’uomo diventa grande e duro e la vagina della donna si inumidisce: per tutti e due è molto bello quando la donna fa penetrare il pene rigido dell’uomo nella sua vagina. I due – si legge ancora nel testo distribuito in classe – lo fanno muovere avanti e indietro nella vagina e provano un piacere intenso. Sussurrano, ridono felici: sono i rumori che forse qualche volta hai sentito provenire dalla camera di mamma e papà».

Dopo aver spiegato che cosa è l’orgasmo, il documento si chiude quindi ricordando che «alcuni chiamano questi momenti “fare l’amore”, ma a seconda dei Paesi si chiama in tanti altri modi» – Potrete immaginare che si sono susseguite una valanga di domande verso i genitori cui uno afferma: <<non è certo l’argomento o il fatto che se ne sia parlato a scuola a preoccuparmi, ma il modo in cui è stato affrontato, tenendo conto che si tratta di bambini di dieci anni». ECCO IL LINK ARTICOLO

E qui ritorniamo a parlare dell’importanza del MODO CON CUI CI SI ESPRIME VERSO I BAMBINI perché bisogna prestare massima attenzione alle parole e agli esempi che si usano con loro, facendo in modo che non vengano condizionati negativamente da nessun punto di vista.

Altra cosa che mi attanaglia è LA TEMPISTICA. Perché? Provo a spiegarvelo…

RISPETTO DELL’INTIMITA’ E DELLE TEMPISTICHE PERSONALI

Tutti i bambini sono diversi, come chi parla prima, chi cammina dopo, chi riesce a riconoscere le parole, chi è più timido come chi è più autonomo e chi è più maturo della sua età e chi invece è più indietro ed ha bisogno di più tempo. Quante volte vi sentite dire che non bisogna fare i paragoni anche se di età uguali? E allora perché parlare in quinta elementare ad un intera classe che ha gradi di maturazione degli alunni differenti?

Ci sono dei bambini che fanno meno domande, sono meno curiosi, non hanno bisogno di sapere a 9/10 anni cosa sia il sesso e come funziona. Questo non significa che dietro non c’è sostegno, voglia di rispondere o per di più un tabù da parte dei genitori ma semplicemente non è ancora arrivato il momento per passare allo step successivo.

I genitori sanno bene i tempi e l’opportunità con cui affrontare certe tematiche e, conoscendoli sanno anche quali parole usare, nel rispetto, appunto, della intimità e della crescita armoniosa di ognuno.

L’EDUCAZIONE AFFETTIVA INIZIA DA CASA

Il primo punto su cui tengo moltissimo è quello di non separare assolutamente l’educazione sessuale dall’educazione affettiva, sentimentale e l’educazione a rispettare l’altro, oltre che se stessi. (Cosa che almeno nel testo e nelle immagini proposte in quella classe non si evince).

Diamo il buon esempio. I bambini imparano da ciò che vedono e respirano in casa: se intorno a loro hanno due genitori che si vogliono bene, si abbracciano, si rispettano impareranno di conseguenza e capiranno cosa è l’amore.

Per questo tutto deve essere graduale, non è che ti svegli un giorno che vai a scuola a sentire la lezione che parla di vagina che si inumidisce e pene che diventa duro, e puoi dire di aver appreso il significato di “educazione sessuale” in maniera consapevole.

Tutto deve iniziare proprio nel respirare il rispetto dell’altro, l’affetto, la dolcezza IN FAMIGLIA oppure, secondo il mio punto di vista, non ha nessuna valenza comunicativa anzi, è davvero alto il rischio di far arrivare delle informazioni fuorvianti ai bambini. 

Immagino che ci saranno tante persone che la penseranno diversamente da me e, pertanto, vi invito a scrivere e rispondere con il vostro punto di vista personale.


Riporto le parole che mi piacciono tanto della Prof.ssa Alessandra Graziottin – Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano:

La prima prevenzione è il famoso detto “verba movent, exempla trahunt”, di cui oggi sappiamo qual è la base, cioè il discorso dei neuroni specchio: cioè noi apprendiamo per imitazione. Ecco perché dico che la famiglia ha quindi un ruolo ineludibile.

Quindi ecco perché torno all’essenzialità della genitorialità e di una genitorialità che non abdichi questa educazione ai sentimenti che passa più attraverso più il “mi prendo cura di te”. A loro volta i bambini respirano questo prendersi cura e a loro volta lo riproporranno naturaliter nel prendersi cura del partner. Incluso il principio di responsabilità. “


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