Mamma, se non piangi tu, piango io per te!

Molte donne in attesa si chiedono quali sensazioni possa avvertire il bimbo nel pancione. “Sentirà se sono felice, stressata o se ho paura?” Secondo gli esperti di vita prenatale, la risposta è sì.

Fin dall’inizio della gravidanza si forma un legame speciale tra una mamma ed il suo bambino, una relazione che si costruisce pian piano e che risulta indissolubile anche dopo la nascita. Sembra incredibile a dirsi, ma il neonato molto spesso rappresenta lo specchio perfetto dei sentimenti materni. Abbiamo chiesto di parlarcene all’ostetrica Alessia Bertacchini .

Gravidanza

“L’utero è un ambiente protetto, ma il feto non si sente per niente fuori dal mondo”, sostiene Ludwig Janus, psicoterapeuta e direttore della Internationale Studiengemeinschaft für pränatale und perinatale Medizin und Psychologie di Heidelberg, in Germania, un istituto specializzato nella medicina e psicologia prenatale. “Ciò significa che il bimbo nel pancione partecipa alla vita della mamma, sente l’ambiente nel quale nascerà”.

Perché i bambini piangono?

Semplice! Il pianto è la principale modalità che utilizzano i nostri bambini per comunicarci un loro stato, qualunque esso sia. E’ un metodo che la natura ha appositamente pensato affinché coloro che si prendono cura del piccolo possano immediatamente venir incontro ai suoi bisogni d’accudimento. Piangere è estremamente difficile per un neonato;  è un’azione che richiede il funzionamento di una gran quantità di muscoli ed un notevole impiego di energie.

I motivi per cui questo lavoro complesso possa essere intrapreso sono sicuramente moltissimi, ma le emozioni materne giocano un ruolo cruciale in tutto questo!

In questo contesto un significato particolare lo assume la colica, di cui si sente tanto parlare. Pochissimi bambini  (circa il 10%) che manifestano un atteggiamento riconducibile ad una colica hanno poi realmente uno stato di malattia, intolleranza o allergia. Le ultime ricerche hanno dimostrato come nella maggior parte di questi contesti familiari si siano verificate esperienze difficili, legate alla gravidanza o al primo post-partum che hanno in qualche modo influenzato lo stato d’animo del genitore e conseguentemente anche del nuovo nato.

Il bambino, fin da quando si trova nella pancia della sua mamma, è dotato di una grande sensibilità e reagisce alle manifestazioni dell’ambiente esterno. E allora c’è da chiedersi : perché non dovrebbe farlo anche una volta fuori dall’utero materno? Ogni neonato conosce profondamente la propria madre e, se quest’ultima sta attraversando un momento particolare, il bambino lo sente e può quindi apparire più agitato o suscettibile.

Cosa fare quindi?

Care mamme, nel caso in cui il vostro cucciolo pianga tanto o vi appaia particolarmente irrequieto, senza una ragione apparente, è importante guardare anche dentro di voi!

Siamo umani ed è assolutamente fisiologico provare emozioni diverse, a volte contrapposte, specialmente in occasione di un evento così unico, come la nascita di un figlio! Chiedete a voi stesse come vi sentite e come state vivendo quel particolare momento. Non datevi la colpa per il vostro stato d’animo, anche se in quel momento non sta brillando, ma piuttosto esternatelo e parlatene al vostro cucciolo! Ricordate che lui o lei può capirvi più di chiunque altro!

Il contatto ed il dialogo vi aiuterà a conoscervi sempre di più e pian piano tutto diverrà più semplice per entrambi!


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