La speranza e l’amore più forti della prematurità

Stamattina è arrivato un messaggio da mamma Lorena Distefano: “Mi farebbe piacere se potesse pubblicare questo post sul tuo Blog, così che possa essere un messaggio di conforto per chi come noi ha combattuto o sta combattendo con la prematurità. Grazie”. E noi siamo pronti a sostenerla e a farle sentire tutta la nostra vicinanza e calore. Vero?

Nel frattempo: TANTI AUGURI A GLORIA!

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Vorrei che il mio messaggio arrivi a quante più persone possibili e soprattutto a chi come me e il mio compagno, ha affrontato o sta affrontando l’esperienza dell’essere genitori a META’.

Si perché quando la nascita di tuo figlio non è un evento gioioso, non ci sono confetti, non ci sono fiori e palloncini, ma tanta rabbia, angoscia e dolore, sei genitore a META’.
A META’ perché sei mamma ma non puoi abbracciarlo, sei papà ma non puoi baciarlo, hai un bambino, ma non puoi vestirlo, è nato ma la sua culla è vuota e non può dormire nelle sue lenzuola.

Quella META’ però deve darsi da fare e affrontare subito sfide enormi, perché la prima cosa che devi imparare è ad ingoiare e mandare giù avvertimenti e brutte notizie, continue brutte notizie, a volte devastanti, perché passeranno mesi prima che il medico inizi ad essere positivo, perché da subito sei chiamato in causa per decidere di cose di cui fondamentalmente non capisci nulla, perché devi firmare consensi e informarti, capire, chiedere e richiedere, imparare a vivere le 24 ore affrontandole una per volta.

Ora il tuo è un mondo fatto di fili, tubi, monitor, allarmi, disinfettante, camici e mascherine, rituali di disinfezione, disinfezione e poi ancora disinfezione. Inizi a parlare di prelievi, anemie, trasfusioni, pcr, antibiotici, farmaci, tanti farmaci, talmente tanti che non vuoi neanche più saperli…

E mentre cerchi di organizzarti in mezzo a tutto questo, per trovare un equilibrio, lì aldilà del vetro c’è un esserino minuscolo, che sta affrontando una sfida molto più grande della tua; perché è lui che combatte, è lui che mangia tramite un sondino, è lui che è intubato, è lui che ha un CVC perenne, è lui che subisce diversi prelievi al giorno, è lui che vive 24H tra i suoni incalzanti dei monitor… E allora realizzi che non puoi lamentarti TU! Non puoi e non devi piangere, non puoi compatirti e farti compatire, ma devi avere almeno metà della sua forza e trovare un modo per respirare e andare avanti, di RESPIRARE, proprio come lui, la cosa più difficile, insieme RESPIRARE.

E allora, caro genitore, affidati a ciò che ti da forza, alla fede, qualsiasi essa sia, alla speranza, all’amore e sii felice, anche se tuo figlio ancora non ha le sembianze del bambino che speravi, anche se è piccolissimo, è lì ed è vivo e RESPIRA, va avanti, mangia, cresce e combatte, allora smettila di viverla come un lutto e sii felice.

Va a trovarlo tutti i giorni, non lasciarlo mai, per tutto il tempo possibile, lasciagli il tuo latte se puoi, così un po’ di maternità la sentirai anche tu. Sfioralo, accarezzalo e parlagli, tutti i giorni, digli quanto sei fiero di lui e di quello che sta facendo, cantagli le ninna nanne, si canta, attraverso l’oblò dell’incubatrice e a voce alta cosi che possa sentirti, senza temere di essere ridicolo, per lui sarà un suono meraviglioso.

Mamma e papà alternatevi così che possa percepire la forza di entrambe le carezze, mandategli baci, gli arriveranno, e non piangete mai davanti a lui, mai, il vostro momento è troppo breve per renderlo triste. Quando non siete in TIN, non abbiate paura e vergogna di uscire, di andare fuori a mangiare una pizza o di riprendere la vostra vita, anzi fatelo, andate in giro e immaginate che tra un pò ci ritornerete insieme, credeteci e non abbiate paura ad essere felici perché vostro figlio ha preso 50 grammi, anzi festeggiate, magari con un dolce e un bicchiere di vino e nel frattempo pensate a tutto il bello che vi aspetta, perché quando uscirete da questo percorso, avrete il privilegio di vivere con un tipo tosto che continuerà ad insegnarvi tanto e dovrete essere all’altezza.

Oggi, voglio con questo post, anche dire GRAZIE, e raccontare un aspetto meraviglioso del nostro paese, dove io e mia figlia abbiamo potuto usufruire di cure efficienti ed efficaci senza dover pagare nulla, non diamo per scontato tutto ciò, ma riconosciamo, tra tanti demeriti , un grande merito al nostro Servizio Sanitario Nazionale; che garantisce universalmente il diritto alla cura, nel nostro caso ha garantito circa 80 giorni di degenza ospedaliera a me, con due interventi chirurgici, e 4 mesi di cure intensive alla nostra piccola, con tre interventi chirurgici su uno scricciolo quasi invisibile, tante visite di controllo in day Hospital e non. Parliamo di milioni di euro; dunque grazie Italia e grazie contribuenti.

Tutto questo, non in Trentino o in Lombardia, ma qui nel nostro Sud, dove bravissimi medici e infermieri con tantissime difficoltà e risorse limitate riescono a compiere ogni giorno meravigliosi miracoli, perchè è di questo che parliamo quando tua figlia pesa 600 grammi ed è lunga 30 cm.

Allora con il cuore in gola, urliamo GRAZIE a tutto lo Staff dell’Ospedale Ruggi Di Salerno, in particolare al personale tutto del fondamentale reparto di Gravidanza a rischio , che si sono presi cura di noi per mesi, allo staff della Sala Operatoria del reparto di Ostetricia e Ginecologia e al meraviglioso reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Grazie all’ U.O.C. Neonatologia e TIN dell’Ospedale Pediatrico Santobono Pausilipon di Napoli e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. A tutte le Infermiere, ai neonatologi, e al personale tutto che hanno reso Gloria quella che è oggi, che si sono occupati di lei, che l’hanno nutrita, lavata, curata ed accarezzata per 4 mesi, che ci hanno regalato un sorriso, fornito spiegazioni e chiarimenti, insegnato tanto, tutto, sopportato e supportato. Tutto questo tra mille difficoltà e con uno stress lavorativo non indifferente, dovuto già al difficile compito che svolgono e aggravato dalla carenza di personale e di posti letto, fattori che, in particolare al Santobono, sottopongono, gli operatori sanitari ad un lavoro davvero molto difficile, eppure, nonostante ciò, trovavano sempre il tempo di offrirci un caffè e una chiacchiera. Non dimentichiamo nessuno di voi.

Grazie al centro di Riferimento per la ROP del prematuro del Santobono e al reparto di oculistica del Bambino Gesù di Roma, che con grandissima professionalità ed altissime specialistiche hanno garantito la VISTA alla nostra piccola. Grazie alla nostra Pediatra, che con grande esperienza e passione, segue Gloria nel suo percorso di crescita.
Grazie a tutti i genitori che abbiamo conosciuto in questo viaggio, che ricorderemo per sempre, così come ricorderemo per sempre i vostri cuccioli e continueremo a gioire di ogni loro conquista come quando eravamo un’unica grande famiglia che ogni giorno invece che per pranzo si incontrava fuori da grandi porte chiuse, nell’attesa di un POTETE ENTRARE e poi di un difficile DOVETE USCIRE. Grazie anche a Jovanotti, perché le tue bellissime melodie e le tue dolci parole, per Gloria sono state curative, se pur canticchiate da noi.

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Non basterebbero 100 pagine per esprimere tutto quello che abbiamo dentro, ma se oggi, dopo un anno, riusciamo a parlarne è perché il Grazie più bello lo possiamo dire a te e soprattutto con te, guardando al cielo e ringraziando Dio e i tuoi angeli custodi speciali che ti hanno fatto sempre compagnia e che lo faranno, speriamo per tutta la vita, a te che sei una bambina meravigliosa e che ci hai regalato già così tanto che non basterebbe una vita per ripagarti, possiamo solo provare ad essere i genitori che meriti, ora che da una anno sei con noi e che non siamo più genitori a META’ ma siamo la tua mamma e il tuo papà.

23/11/2017.. Auguri ragnetto per il tuo secondo compleanno, perché solo i tipi davvero tosti ne hanno due.

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