Coronavirus, scuole chiuse, DAD. E i bambini?

Prima di iniziare a leggere vorrei specificare i punti di questa piccola analisi di una mamma tra le mamme in quarantena, non voglio creare assolutamente polemica ma un confronto: 1) DAD non può sostituire la classica didattica, l’interazione in presenza; 2) Forte disagio dei bambini chiusi in casa da due mesi 3) Quando e come inizierà la scuola; 4) Quali misure a sostegno delle famiglie con i bambini che devono lavorare da qui a ottobre?


La didattica a distanza non può essere paragonata all’apprendimento in classe ma, ha chiarito la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, è pur sempre scuola: gli insegnanti fanno lezione, usando strumenti digitali che già conoscevano o esplorandone di nuovi, e gli studenti sono tenuti alla frequenza, collegandosi online.

Laura Acquistapace, scuola media, provincia di Modena – non mi piace molto il messaggio che la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina ha lanciato qualche giorno fa, affermando orgogliosamente che “la scuola non si ferma”. È vero che non ci siamo fermati: io lavoro più di prima, in maniera più stressante, e così tutte le mie amiche e amici insegnanti. Ma in questa corsa in avanti rischiamo di lasciare indietro chi non ha gli strumenti — tecnologici prima di tutto, ma anche culturali e cognitivi — per seguirci. E poi, non sono sicura che queste giornate davanti allo schermo, fatte di post da leggere, video da guardare, compiti da caricare, quiz online da compilare facciano così bene ai nostri alunni. La didattica a distanza non è bella e smart come si vuole far credere, è soltanto un surrogato che usiamo in mancanza di meglio. Forse, di fronte a un’emergenza così grave, sarebbe giusto anche rallentare e ripensare il ruolo della scuola.”

Didattica a distanza

Tra le frasi che sentiamo pronunciare più volte da due mesi a questa parte c’è sicuramente questa: «Nulla sarà più come prima». Che il coronavirus cambierà il mondo è, ormai, una certezza. In realtà è da un po’ che ce ne siamo già accorti, perché le nostre abitudini e quelle dei nostri bimbi, il nostro modo di intendere il lavoro e di vivere i rapporti sociali, sono stati stravolti.

Il disagio dei bambini e ragazzi, in questi mesi infiniti di chiusura, è uno degli effetti collaterali che rischia di passare in secondo piano rispetto all’emergenza sanitaria. Ma esiste, lo sanno bene le famiglie e lo sanno bene anche i docenti. 

Così migliaia di genitori hanno dovuto far fronte all’organizzazione di nuove routine con i propri figli. Con lezioni e amici distanza, attività svariate dalla cucina all’arte, così le dinamiche di interazione dei più piccoli sono cambiate radicalmente andando a interrompere quel processo evolutivo universale scandito dal trascorrere delle ore in classe. 

I tentativi per non interrompere la didattica sono stati tanti, ma il punto è non ridurre tutto alla sola trasmissione di nozioni o 10 minuti di live per salutare,  visto che la scuola è anche uno stare insieme, una connessione REALE INSOSTITUIBILE. La verità è che li studenti a distanza faticano di più e cominciano ad essere stanchi di stare chiusi a casa, risultano anche non motivati. Ma non solo loro..pensiamo anche alla fascia 2/6 anni..

Le tecnologie danno un grande supporto ma non sono inclusive, al contrario mettono in risalto molteplici differenze. C’è un grande problema di tipo strutturale: basta pensare a chi non ha una connessione a casa, i vari dispositivi necessari che spesso devono essere utilizzati da più fratelli o la stessa famiglia che supporti e dia importanza alla scuola e quindi resta inevitabilmente indietro.

Sono poche anche le certezze sulla riapertura delle scuole per il prossimo anno scolastico: qualche dichiarazione dagli ambienti del Ministero fa capire che ci si sta lavorando, ma quale sia il piano, o i piani, nessuno ad oggi ancora lo sa ancora.

La «fase 2» immaginata da governo e Regioni non sembra ipotizzare una ripresa delle scuole prima di settembre. Quindi ci ritroveremo esami che saltano, la maturità che si svolge online e la didattica a distanza che dovrà reggere, bene o male, fino al prossimo anno. 

Ma come è possibile conciliare il rientro al lavoro (anche in smart working per chi potrà permetterselo), i nonni «in quarantena» e la chiusura di scuole e asili?

Mi sorprende che nessuno abbia ancora detto a noi genitori che cosa faranno i loro figli magari per i prossimi cinque mesi. Genitori a lavoro, dunque, e bimbi a casa: sì ma con chi? Quali sono le misure pensate a sostegno di questa nuova situazione?

Se i nonni (gli over 65 quelli da tutelare), in questo momento, non possono o non  riescono o non sono in grado di prendersene cura o non ci sono e non c’è la possibilità di appoggiarsi su una baby sitter come si dovranno organizzare i genitori?

E SOPRATTUTTO SI STA PENSANDO A DELLE STRADE ALTERNATIVE?

Pensiamo davvero che, con la necessità di mantenere le misure attuali ancora per chissà quanto tempo, la classe come la intendevamo noi prima del Covid19 possa essere ancora il modello organizzativo della nostra scuola? Perché non iniziare a ipotizzare anche per gruppi piccoli, magari a rotazione un nuovo inizio? 

SAPETE UNA COSA? Siamo tantissime famiglie che ce lo stiamo chiedendo perché abbiamo bisogno di programmare il rientro al lavoro e sapere come accudire i nostri figli…


NEL FRATTEMPO….

IN GERMANIA Le scuole potrebbero riaprire gradualmente a partire dal 4 maggio, mentre gli asili per il momento dovrebbero rimanere chiusi, così come i locali pubblici.

IN FRANCIA “A partire dall’11 maggio, riapriremo progressivamente gli asili, le scuole e i licei”, ha dichiarato Macron, precisando invece che bar, ristoranti e hotel resteranno ancora chiusi.

E la DANIMARCA ha riaperto stamattina asili nido, scuole materne ed elementari, primo Paese in Europa a farlo.


ATTENDO ANCHE LE VOSTRE CONSIDERAZIONI. GRAZIE

2 pensieri riguardo “Coronavirus, scuole chiuse, DAD. E i bambini?

  1. Ciao,
    Sono la mamma di una bambina di seconda elementare…e mi sento un extraterrestre…
    Perche…perche sembra che sia tutto perfetto..la didattica a distanza…funziona benissimo.. cosi ha detto la ministra poco tempo fa.
    Secondo me non sanno di cosa parlano..la didattica a distanza non può esistere( almeno per la scuola elememtare)…finora c’è stara la didattica di noi genitori,con tanta fatica .
    Adesso oltre al lavoro che per quanto riguarda me e mio marito e già ripreso…c’è la gestione dei compiti e delle lezioni on line..in orari complicatissimi (..non si potrebbe dire agli insegnati di fare le lezioni dalle 16 in poi…)
    Noi non abbiamo nonni che ci aiutano ma degli zii..a cui non possiamo delegare piu di tanto la gestione della scuola di questo periodo.Entra anche in gioco un altro fattore…sulla didattica on line..la capacità e la voglia degli insegnati di farla.
    Noi da febbraio alla settimana scorsa..di didattica on line non ne abbiamo fatta…c’è sempre stara una sola assegnazione settimanale di compiti…senza nessun controllo.
    Almeno per la scuola elementare se possibile forse si poteva pensare ad un prolungamento dell’anno scolastico almeno fino a fine giugno…ad un accesso a scuola a piccoli gruppi ogni giorno…
    Invece il messaggop che ho capito io…è…con la didattica on line..abbiamo fatto scuola regolarmente.. quindi non si camba niente…
    ..di seguito ci sarà un altro problema…l’estate…i centri estivi?…
    Mi sento proprio un extraterrestre!!!!
    Grazie per aver parlato di questo problema…

    "Mi piace"

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